Cambiare, sul serio.

 

cambiare

Cambiare

Quest’articolo è per chi ha deciso di farcela, per chi ha capito che cambiare strada non solo è possibile, ma necessario. Per chi la sera è stanco, ma non abbastanza.

Se ti stai chiedendo di cosa parla veramente quest’articolo, voglio andare subito al sodo senza fare giri di parole. Quest’articolo parla di me, ma non del me attuale, piuttosto del me di qualche anno fa, una persona che non piaceva a nessuno, sempre scontenta, vittima di circostanze difficili, tipo storia familiare triste, crisi economica, tendenza all’acne e all’eiaculazione precoce.

Ho passato così tanti anni a lamentarmi di tutto quello che mi capitava, da perdere di vista la cosa più importante: “tutto quello che ripeti ogni giorno ad alta voce diventa vero”. Se sei come ero io, al mattino ti tiri giù dal letto prestissimo e scendi di casa per andare in ufficio dove sei costretto a lavorare tutto il giorno controvoglia, ripetendo a te stesso che non è il massimo, ma almeno serve a qualcosa. Certo che serve, non a te però. Giorno dopo giorno la sensazione di essere intrappolato nella mia vita mi scavava dentro al cuore una caverna buia e fredda, un antro che sapevo riempire di risentimento verso tutto e tutti. Ancora non avevo capito di essere io “quello che non mi piaceva”, così me la prendevo con gli altri. Claudia arrivò addirittura a pensare che non saremmo rimasti insieme e io stesso se avessi potuto mi sarei lasciato. Insomma, c’era un po’ di confusione… ma col senno di poi, tutto avrebbe avuto un senso.

 

Cosa diresti a una persona che non sta bene?

Più ci ripenso e più mi convinco che le persone negative, quelle che tirano legnate perché sono scontente della loro vita, vanno ignorate. Lasciale nel loro dolore e se tieni a loro, spera che in questa vita imparino a guardarsi dentro e a capire come trasmutare l’invidia in ammirazione, la rabbia in forza, l’ansia in parsimonia. Ignorale, perché non c’è niente che tu possa fare per loro. Non esistono i maestri di vita, perché non c’è niente da insegnare. Vivere male con se stessi non è un problema, è una tappa importante dello sviluppo e della crescita personale di ciascuno di noi. Alcuni purtroppo non ne vengono fuori, non in questa vita, in ogni caso non puoi farci niente.

 

Cosa mi è successo veramente

Puoi venir fuori dal tuo bozzolo in qualunque momento. Per alcuni c’è un episodio scatenante, altri lo vivono come un percorso, certi lo fanno in gioventù, a certi occorre una vita intera. Io non so di preciso come capita, posso solo raccontarti come è successo a me. Eccoti in breve come sono andate le cose:

Ho smesso di giudicare gli altri

Quando una cosa che sento non mi convince lo dico apertamente, ma non per questo mi viene da pensare che chi l’abbia detta è un incompetente. Tu ci riesci?

Ho smesso di lamentarmi

I fallimenti fanno parte della vita. Tutti noi ci restiamo male quando qualcosa va storto, ci mancherebbe. A un certo punto ho realizzato che ogni volta che me la prendevo con gli altri era con me stesso che ce l’avevo. Da quel giorno tutto è diventato più semplice.

Ho percepito il mio vero valore

Non puoi avere successo a meno di non “essere” una persona di successo. Questa cosa non puoi impararla, come non puoi imparare ad essere innamorato. O lo sei, o non lo sei.

Ho abbracciato la diversità

Pensare che una cosa debba essere per forza bianca o nera è un insulto all’intelligenza. Ignora le persone negative, non chi la pensa diversamente da te, quelle sono la tua ricchezza.

Sono andato per la mia strada

Pur rispettando la SEO canonica, ho scelto di deviare su strade ancora non battute. Infrangere le regole (non la legge) è l’unico modo che conosco per creare valore. Certo, ogni tanto qualcuno s’incazza, ma fa parte del gioco, anzi, è il gioco.

Mi sono fatto il culo

Di me dicono che passo più tempo a parlare e scrivere di SEO che a farla. “Farsi il culo” significa dedicare (tanto) tempo sia al mio mestiere che alla comunicazione del mio mestiere. Occorre molta forza per riuscirci, più di quanta non ne rimanga a chi spreca le proprie energie a criticare chi fa personal branding. Non so se mi spiego.

 

Conclusioni

È un percorso che dura tutta la vita (e magari continua dopo), in cui non si arriva da nessuna parte, perché ogni meta coincide sempre con l’inizio di un nuovo cammino. Lungo il percorso mi capita di incontrare altri che come me hanno cambiato un po’ di cose. Ormai li riconosco subito.

Ci sarebbero tantissimo altro da dire, ma mi fermo qui. Piuttosto, se anche tu hai cominciato il cammino, ti va di raccontarmi la tua storia?

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