Ciò che i tuoi clienti sanno di te, e tu no.

Ho ricercato su Google il modo per scaricare tutte le mie informazioni da Facebook perché volevo fare un test su me stesso. In effetti ci ha messo un po’ perché il mio profilo fb ha dieci anni di anzianità, ma col senno di poi credo ne sia valsa la pena. In particolare ero curioso di conoscere il modo in cui ho comunicato me stesso nel corso del tempo, ma volevo anche cercare di vedere le differenze tra “prima e dopo”, incrociando il mio percorso di vita e professionale con l’evoluzione stessa del social networking.

Quello che ho scoperto mi ha lasciato senza parole, davvero.

quello che non sai

Quello che non sai

 

È stato proprio come guardare la vita di qualcun altro. Negli ultimi dieci anni ho cambiato talmente tante cose dentro e fuori, da potermi considerare proprio un’altra persona. Ti racconto questa storia perché Facebook ci offre un’occasione d’oro per osservarci dall’esterno, per giudicarci con distacco. Dopo la prima ora di lettura ho concluso che se fossi stato un imprenditore non mi sarei mai rivolto a una persona così saccente e livorosa per migliorare la visibilità del mio progetto web. Questo ero, un piccolo uomo triste che faceva finta di essere contento. Non felice, contento.

 

Hai presente la storia di Cambridge Analytica?

Sul serio, non avrei mai immaginato che facebook potesse sapere così tante cose di me, addirittura cose che io stesso non ricordavo più, ma importanti per farsi un’idea su di me. Alla fine, per quanto tu possa pensare di essere riservato su certe cose, sono le caratteristiche stesse del mezzo a far emergere le sfumature più nascoste del tuo carattere. E non c’è filtro decisionale che tenga, l’unico modo per non rivelare chi sei a facebook è non iscriversi. Altro che grande fratello!

La questione è che il modo in cui siamo fatti, appunto le sfumature importanti del nostro carattere, vengono fuori quasi indipendentemente da ciò che postiamo. Perfino una foto del profilo (o ciò che usiamo al suo posto) può rivelare nel silenzio aspetti di noi che non penseremmo di voler comunicare:

  • Scattata da un fotografo professionista? –> forse vuoi apparire meglio di quello che sei
  • Ti si vede appena? –> forse hai bisogno di nasconderti (e perché?)
  • Usi l’immagine di un attore famoso? –> forse non pensi di valere granché

Solo tre esempi tra i tanti che possono rivelare ai tuoi clienti ciò che non vorresti si sapesse, o magari ciò che tu stesso ignori di trasmettere. La comunicazione è un’arma potente e allo stesso tempo subdola, perché ormai lo sai bene, è impossibile non comunicare.

 

Quello che non sai (e che dovresti sapere)

Non immaginavo di essere stato così meschino, così rancoroso, attaccabrighe e soprattutto non immaginavo di potermela tirare così tanto senza esplodere (che i palloni gonfiati, si sa…). Ed è successo proprio a me che oggi perseguo la via della leggerezza, sperando infine di raggiungere se non essa, quantomeno una sua confluente. All’università mi hanno insegnato che la comunicazione paraverbale riguarda le conversazioni faccia a faccia e che il rapporto dialogico su facebook (escludendo le emoticons) è privo di quegli elementi che trasmettono “altro” dal contenuto oggettivo del messaggio scritto. Col senno di poi credo che quest’affermazione fosse sbagliata già 10 anni fa. Allora come oggi, ogni volta che comunichi qualcosa mediante una tastiera, il tuo messaggio prende due strade, talvolta distinte e separate: da un lato ciò che pensiamo di trasmettere, da un altro lato ciò che la nostra azione comunicativa emana.

Quando sei in chat possono contare addirittura cose come la velocità di risposta, indipendentemente da ciò che scrivi. La cosa su cui vorrei sgombrare il campo da dubbi è che possiamo stizzire il nostro interlocutore senza rendercene conto, ma non per le caratteristiche surrogate del mezzo, solo per colpa nostra, per come stiamo messi dentro. Non è che la mancanza di prossemica renda più facile il fraintendimento, siamo proprio noi talvolta a emanare escrementi addosso agli altri senza neanche saperlo.

 

Corso per comunicare meglio

Purtroppo il corso non c’è (sorpresa). O meglio, troverai decine di libri e video racconti più o meno gratuiti che ti spiegano come ridurre i problemi di comunicazione e diventare un venditore di sulcesso, ma ti avverto che se non sei sereno nessun manuale ti eviterà di proiettare fuori i rancori e le insicurezze che hai dentro, anche se di fatto non ne parli. Parlo col senno di chi ha saputo fare di facebook forse l’utilizzo migliore osservando se stesso. Fallo anche tu se ti capita e raccontami cosa hai scoperto, soprattutto scrivimi in un commento se per caso guadando com’eri qualche anno fa, non ti tornano in mente situazioni sgradevoli che vivevi all’epoca, non perché ne scrivessi nei post, ma anche solo perché leggendoli ti pare di percepire insoddisfazioni e paure varie.

Se ne trovi, sappi che anche chi ti ha letto (o ti legge tuttora) riesce a cogliere il disagio, pur senza conoscerne i motivi. Pubblichi solo foto in cui ti diverti come un matto, e proprio da quelle foto capisco che qualcosa non torna. Nascondersi è impossibile, prendere consapevolezza invece è un attimo… a volerlo davvero.

E stai a vedere che risulterai anche più affidabile verso chi deve scegliere un fornitore di servizi.

🙂

 

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