Come (e perché) progettare un sito web

È proprio vero, saper progettare un sito web è più importante che saperlo realizzare. Il problema principale che ho visto nel corso degli anni è che la progettazione semplicemente manca. Esistono per lo più due modi sbagliati di sviluppare un sito web, il primo è l’autogestione piena, in cui si sceglie un tema wordpress, lo si carica e si comincia a ragionare a partire dai contenuti d’esempio, il secondo è rivolgersi a un web designer che ti mostrerà uno splendido mockup per farti vedere che aspetto avranno le pagine del tuo sito web. Il problema in questo secondo caso è che l’aspetto non è il progetto. Sono cose molto diverse, coincidenti solo in parte.

progettare un sito web

progettare un sito web

 

Carta penna e calamaio

se non vuoi rimanere vittima dei contenuti d’esempio progettati da un web designer che non conoscerai mai, la prima cosa da fare è armarti di carta e penna (e calamaio, qualunque cosa sia) e cominciare a ragionare per strati. Indipendentemente dal fatto che il tuo sito web sarà un e-commerce, un sito aziendale, un progetto per la vendita di un corso o un metamotore di ricerca, devi individuare i tipi di pagine web che lo comporranno. Ecco venir fuori:

  • Pagine istituzionali
  • Pagine di utilità
  • Pagine business
  • Pagine di approfondimento

Le pagine istituzionali sono quelle che identificano il progetto. Rendile raggiungibili dal footer in caso il tuo progetto sia un e-commerce, altrimenti possono essere pubblicate above the fold. Le pagine di utilità sono quelle che trovano una propria collocazione nel sito web, sempre in aree defilate e non immediatamente visibili: policy, cookie notes, modalità di pagamento etc. Sono pagine che DEVONO esserci. Le pagine business sono “semplicemente” quelle destinate a convertire. Possono essere strutturate come landing page classiche (all’americana), ma possiamo parlarne anche in termini di schede prodotto. Le pagine di approfondimento sono solitamente gli articoli del blog interno al progetto, o in alternativa pagine e sottopagine che spiegano dettagli di funzionamento. Quando questi contenuti non sono legati a notizie preferisco progettarli come pagine e sottopagine, in modo da farli girare secondo la logica del silo.

 

La logica del silo o grappolo

Un grappolo di pagine web è un compartimento del sito che consente di raggiungere da ogni pagina tutte le altre dello stesso tipo. Strutturare le pagine di approfondimento o anche le sottocategorie prodotto di un e-commerce in questo modo, è una condotta che viene incontro al bisogno di accuratezza che hanno (tutti) gli utenti. Quando progetto compartimenti, cerco di agire proprio al livello del menu principale. È questo menu che dovrebbe cambiare in funzione di ciò che gli utenti stanno cercando. Per altro, se il menu principale è sempre lo stesso per tutte le pagine del sito, Google semplicemente ignorerà quei link… se poi nel menu principale i link sono 100 e sono replicati per tutte le pagine del sto, abbiamo un problema.

 

Tipi di pagine e percorsi

Ti suggerisco di individuare la marcatura semantica più adatta per ciascuno dei tipi di pagina che ho elencato sopra. Per farlo devi impratichirti dei tipi di marcature presenti sul sito Schema.org. Creare distinzioni a livello di web semantico può dare una marcia in più alle singole pagine, le cui entità interne verranno masticate da Google senza incertezze. Se pensi che i dati strutturati siano un di più, guarda come Google spesso e volentieri dia visibilità a pagine poco pertinenti con i propositi di visibilità per un certo ambito. Certo non possiamo attribuire tutti gli errori di valutazione alla mancanza di dati strutturati, ma se ci sono perché non utilizzarli?

Rispetto ai percorsi di navigazione, cerca di tenere in homepage i link ai contenuti più superficiali per singola area e (se possibile) alle principali pagine business. La homepage è la prima porta d’ingresso del sito web. Non sprecarne la potenza inserendovi link a contenuti profondi, ma accompagna il lettore verso l’approfondimento per gradi, altrimenti il progetto ne risulterà dispersivo, con tutto ciò che ne consegue in termini di usabilità. Se il business è in qualche modo legato a ciò che succede va bene tenere in homepage gli ultimi articoli, altrimenti no (ricordatelo mentre fai ricerche su Themeforest).

In ultimo, non certo meno importante, da tutti i contenuti di approfondimento devi far partire link MOLTO VISIBILI verso le pagine business. In questo modo aumenterai la probabilità che queste siano considerate “rilevanti” rispetto all’intero progetto e lancerai al contempo un segnale chiaro ai tuoi visitatori rispetto alle intenzioni per le quali è stato sviluppato il sito web.

 

Pensa che là fuori è pieno di siti internet che non sai cosa cercano di venderti.

Un minuto di silenzio.

 

2 Commenti

  1. Giacomo 03/02/2018

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