Come trattare il web e farselo amico

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Alcune osservazioni che possono aiutarti a fare luce su certi aspetti del tuo carattere che spesso determinano il successo o insuccesso nel lavoro.

Il titolo di questo articolo riprende quello del famosissimo long seller di Dale Carnegie che si pronuncia CàrnghiCome trattare gli altri e farseli amici”, un libro degli anni ’30 ancora oggi considerato un “must have” per chiunque lavori o si trovi spesso a contatto con altre persone. Il libro racconta aspetti particolari del carattere e del modo di comportarsi di alcune delle persone più affermate, apprezzate e stimate del loro tempo. In pratica disegna l’identikit della persona di successo fornendo indicazioni precise su cosa fare e cosa non fare. 

Come trattare… 80 anni dopo

Il tempo passa, ma certe dinamiche comportamentali sono sempre le stesse, altrimenti il libro di Carnegie non sarebbe ancora uno dei più venduti nel suo genere. In effetti però qualcosa di nuovo c’è e si chiama internet, una variabile che accelera enormemente le modalità di interazione e scambio fino a rappresentare per alcuni una miniera d’oro, per altri una condanna, per chiunque l’affronti senza consapevolezza, una variabile impazzita.

Ma i principi di Carnegie sono applicabili al web?

Certo che sì, ma prima occorre fare un passo importante e prendere coscienza di due cose semplici quanto centrali: 

 – Le persone con cui interagisci sui social network sono vere

 – Non sai proprio niente di loro

I social, Facebook soprattutto, possono essere luoghi difficili perché schiacciano lavoro, vita privata, risorse e svago tutte insieme allo stesso tempo. Puoi trovarti a discutere in un gruppo con il manager di un grosso portale web che fattura milioni senza rendertene conto. Magari finisce che lo tratti con sufficienza perché ha una foto del profilo strana e ti confessa di non capirne tanto del tuo mestiere. Queste cose capitano davvero, lo so perché i manager di cui sopra mi contattano per parlarmi di quanto è stato freddo e antipatico il super SEO famosissimo di turno. Se mi dessero dieci centesimi per ogni volta che mi è successo, ora avrei circa un euro e mezzo.

I leoni da tastiera

Si dice delle tante persone che su Facebook riescono a lanciarti contro le accuse peggiori, le più abiette, salvo poi dimostrarsi dolci orsacchiotti pucciosi quando li incontri. C’è una strana schizofrenia che colpisce tante persone esclusivamente davanti al computer rendendole terribili fino a che non lo spengono. A queste persone dico: se il computer tira fuori il peggio di voi, o lasciate perdere evitando proprio di accenderlo, o al limite considerate l’idea di cambiare, magari mostrando un po’ di gentilezza verso il prossimo, indipendentemente dal fatto che si manifesti in digitale o in carne ed ossa.

Come? Il prossimo è ignorante e piantagrane? Il prossimo ti contatta ad orari imbarazzanti e per di più facendoti domande sgrammaticate e astruse? Sì, lo vedo ogni giorno, ma non è prendendo la gente a pesci in faccia che cambierai le cose, per nessuno. La vera grandezza sta nell’attitudine al servizio, nella volontà di assistere manifestando la tua gioia e l’amore verso quello che ti piace

Chi ti chiede qualcosa rispetto al tuo lavoro, ti sta facendo un regalo. Ricordalo sempre.

I lamentoni e i felicioni

Il web è veramente uno specchio. Puoi vedere il tuo mondo (e il tuo lavoro) cambiare in bene o in male a seconda di quello che posti su Facebook. Ti sembra un’esagerazione? Lo sai che ogni volta che ti lamenti o che mostri insofferenza per una situazione, le persone stanno lì a gongolare alle tue spalle? Non lo fanno per cattiveria, è umano provare una sottile sensazione di benessere nel sapere che agli altri le cose non vanno tanto bene. Per il resto le persone “lamentose” tendono a essere emarginate via via, finché non diventano invisibili. Finisce che ti chiedono cosa ne pensi di qualcuno e tu ne parli male senza saperne niente, solo perché sai che si lamenta spesso su facebook. Intanto ne parli male gratis e come te tanti altri, quindi il lamentarsi genera una reazione a catena che senza esagerare, può tagliarti fuori da situazioni lavorative importanti… però c’è da dire che ti sei sfogato. 

«ma io sono una persona spontanea, non riesco a farmi questi conti ogni volta che voglio postare qualcosa». Ok, fai tu.

D’altro canto, il mondo appartiene ai felicioni, a quelli che non fanno altro che condividere i propri interessi, ciò che li fa sorridere ed emozionare. Queste persone sviluppano un potere magnetico per le situazioni importanti. se sorridi al mondo, il mondo ti sorriderà. Non c’è proprio niente di banale in questa frase. Se riesci a usare Facebook per un anno, comunicando solo quello che ti piace, condividendo i tuoi interessi, mostrandoti disponibile verso chi ti chiede soccorso e in generale trasmettendo di te l’immagine di chi ha piacere di vivere, allora il web sarà per te una terra ricca di opportunità… e piano piano ti accorgerai di essere una persona felice.

I nostri clienti ci osservano in modi che non conosciamo.

Quelli “bravi” non vengono scelti se sono antipatici.

Se oltre ad essere bravo, sei anche simpatico, il mondo è ai tuoi piedi.

Basta poco.

One Response

  1. francesca 30/12/2015

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