Cosa facevi prima di lavorare sul web

Molti professionisti del digitale sono approdati al web dai “vecchi” mestieri. Ho chiesto ai colleghi di raccontarmi la loro vita precedente, scoprendo che dietro i volti del web marketing ci sono spesso racconti che si riferiscono a percorsi estremamente vari per titolo di studio, mestieri e bagagli esperienziali.

Nomadi del web

Nomadi del web

 

Oggi ti farò solo qualche esempio, ma credo che le storie con cui stai per entrare in contatto riusciranno a restituirti la cifra della complessità in cui si muove il mercato della comunicazione. Se pensi ai mestieri che facevano i nostri genitori, il quadro è molto più semplice: si studiava per fare una cosa e la si faceva seguendo un percorso lineare, tracciato. Le persone erano pellegrine che si spostavano verso una meta visibile fin dall’inizio del cammino.

 

Pellegrino vs Nomade

Ne parlava Bauman già trent’anni fa, inquadrando sociologicamente le nuove generazioni come nomadi del lavoro. L’idea è che a un certo punto la linearità del cammino professionale che esisteva un tempo si è spezzata frammentandosi e rendendo invisibile la meta ideale nel futuro professionale di ciascuno. Ecco come si diventa “nomadi” prima di fatto, poi a livello culturale.

In questo scenario i Paesi più ricchi e quelli più poveri sembrano essere quelli in cui la mobilità lavorativa, pur in modi diversi risulta semplice. Laddove si riesce a cambiare lavoro con minori difficoltà, la logica del nomadismo descritta da Bauman viene accolta prima e meglio a livello culturale. Penso agli Statunitensi che hanno la logica del cambiamento ben radicata nel DNA, ma anche ai Tailandesi che dall’altra parte sanno improvvisare mille mestieri alla bisogna, ché tanto la burocrazia in certi Paesi è un optional.

 

E poi c’è l’Italia

Viviamo in un Paese in cui la cultura del cambiare lavoro non c’è mai stata. Siamo i “pellegrini” della prima ora, viviamo nell’immaginario dei nostri nonni, un mondo in cui si studia per diventare il proprio lavoro senza alternative alle scelte prese. Ancora in questo momento i media dipingono un mondo in cui le cose continuano a stare più o meno così, un mondo in cui la mobilità lavorativa è scarsa e la politica si pone come unica soluzione possibile a patto che si votino le persone giuste. Poi ci sono le storie, neanche poche, di persone che oggi lavorano sul web a discapito di quel che si dice nei telegiornali. Può darsi che cambiare lavoro sia difficile, eppure basta lanciare una domanda su Facebook per leggere queste storie:

Nina Virtuoso: Mi occupavo di organizzazione eventi e comunicazione sui media offline (carta stampata, radio, affissioni, etc). Il passaggio è stato entusiasmante, ormai già più di dieci anni fa.

Lisa De Leonardis Giornalista, seguivo la cronaca bianca per un quotidiano. Nel 2009 mi sono licenziata e mi sono dedicata a imparare cose nuove.

Massimo Fossati Operaio (settore legno) – circa 20 anni fa – ma sempre appassionato di informatica, sfociata poi nel web (con la sua “nascita”).

Canio Caprarella Ingegnere del Suono e Video presso una rete nazionale. Ma ero un informatico nerd dentro.

Emanuele Tolomei Lavandaio. (questo è importante, n.dr.)

Claudia Maridati Industrial designer, poi store manager e quando ho capito il cambiamento del mercato nella vendita al dettaglio ho rivoluzionato la mia vita dedicandomi al web marketing. In futuro si vedrà…

Max Guadagnoli Nella prima vita: suonavo e studiavo musica, poi produttore discografico, National promoter, International promoter, tour manager, distribution manager, mechandiser ecc. Nella seconda avevo un locale, noleggiavo piccoli e medi impianti audio/luci e lavoravo come consulente audio fonico per il teatro dell’Università della Sapienza di Roma e per una nota compagnia teatrale. Ho fatto anche tournée abbastanza importanti come freelance. Nella terza ho aperto un’azienda a Londra ed ero Property Manager ed è qui che mi sono appassionato al web marketing. Nella quarta, solo web marketing sempre più orientato ai Social e sono ancora qui. In futuro non saprei.

Stefano Vaccaro Venivo da un’esperienza disastrosa e depressiva di 8 mesi come promotore finanziario… ero veramente disperato… Stavo per accettare la proposta di fare il venditore di Bibbie porta a porta per una nota casa editrice quando decisi di rispondere all’annuncio su Porta Portese di una nascente agenzia web. Era il 10 febbraio del 1997 e così un po’ per caso un po’ per destino è cominciata la mia avventura su internet :-))

 

Conclusioni

Non lasciarti convincere dai racconti che ti fanno le persone, perché ognuno di noi è qui per fare il proprio percorso. Chi ti dice che non si può trovare né cambiare lavoro ti sta raccontando una verità che può essere vera per lui, ma non per te. Non per forza.

Ascoltati bene, perché qualunque cosa tu faccia, dentro di te c’è sempre una voce, talvolta flebile (talvolta un urlo assordante), che ti dice se stai seguendo la strada giusta.

Riconoscila e lasciati guidare. Lei sa dove portarti.

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