E-commerce e User experience, discussioni

Antonio Civita

Antonio Civita

Negli ultimi anni le discussioni sulla user Experience accompagnano l’evolversi di discipline pur complementari, ma diverse come il web design, la SEO e tutto il marketing. Ho discusso del rapporto tra queste pratiche della comunicazione sul web con Antonio Civita, direttore creativo di Lift-d e docente di E-Commerce UX allo IED di Firenze. E dunque…

 

Ciao Antonio, cosa studi ultimamente?

Ciao Francesco! Ultimamente stiamo studiando una cosa molto particolare: come disegnare e implementare il Design System che il nostro Gruppo userà per unificare l’esperienza utente di un’intera suite di prodotti in Cloud.
La sfida è definire un nuovo standard estetico e tecnico, che possa scalare su tutti i team, e accelerare gli sviluppi di nuove features, trasferendo i valori del nostro brand.

 

Mobile first index. Come state vivendo il passaggio imposto da Google?

In realtà, tecnicamente parlando, non è un dramma per noi. Siamo sempre stati abituati a progettare mobile-first per cui la maggior parte delle nostre produzioni sono “quasi” pronte.
Sui nuovi progetti questa novità di Google ci spingerà sicuramente a rivedere le strategie sui contenuti.
Abbiamo già eseguito progetti di successo quando Google ha iniziato a privilegiare i risultati AMP, essendo stati tra i primi a adottarlo nel mondo del turismo i risultati si sono visti…

Ti trovi più spesso ad agire sull’esistente o a progettare da zero? Cosa è meglio?

La maggior parte dei clienti con i quali lavoriamo ci chiede di evolvere progetti esistenti, o perché oramai datati o perché non stanno portando i risultati sperati. Il vantaggio in questo caso è di avere dei dati da analizzare cosa che per noi è molto importante: ci piace definirci una agenzia data-driven.
Progettare da zero devo ammettere che però è sempre entusiasmante perché ci permette di esprimere tutto quello che abbiamo imparato e di adottare soluzioni tecniche più pulite e innovative.

 

Qual è l’attenzione che non deve mancare mai in un sito e-commerce?

In un e-commerce non deve mai mancare l’attenzione ai messaggi. È importantissimo che chi visita uno shop online abbia meno dubbi possibili sul delivery dell’esperienza.
Descrivere bene i prodotti è un primo passo, direi fondamentale, ma la vera differenza la fa il fornire il giusto messaggio nel giusto momento. Anticipare le ansie dell’utente diventa critico nel suo customer journey. Quando mi arriverà? Quanto costano le spedizioni? Posso restituirlo? Chi paga le spese di restituzione? Chi paga le dogane? Sono domande che non bisogna cercare nelle FAQ!

 

Quali sono invece gli errori più frequenti nei progetti web che osservi?

L’errore più frequente che vedo è che spesso i brand non spiegano bene quello che fanno. Danno per scontato che l’utente capisca al volo di cosa si tratti e spesso questo non succede. La finestra di attenzione è sempre più ridotta e se i messaggi non sono chiari, anche se il design è bellissimo, i visitatori abbandonano il sito per altri più “rassicuranti”.

 

Come evolverà il commercio elettronico rispetto alla UX?

L’acquisto di prodotti online diventerà una feature nativa di tantissime esperienze digitali. Lo stiamo osservando con Instagram da quando è possibile acquistare prodotti direttamente dal feed.
Le interfacce di acquisto diventeranno sempre più trasparenti e richiederanno sempre meno click (perché le informazioni saranno già conservate dal fornitore del servizio o nel dispositivo stesso).
Diventerà una “gesture” naturale che potrebbe avvenire in diversi contesti e su diversi schermi e superfici. Parlo di social selling, di bot o di comandi vocali. -“Alexa compra il detersivo”- Ma anche di Mixed Reality: domani potremmo comprare quello che vediamo attraverso i nostri “occhiali intelligenti” perché un algoritmo di riconoscimento l’avrà scovato online.

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