Dallo storytelling al Mobile Working

Essere sempre connessi, lavorare in modalità always on, come diceva il mio mentore Derrick de Kerckhove, può essere una sfida per chi come molti di noi è un transumante del lavoro nel mondo digital. Oggi ti propongo la lettura di Mobile Working, scritto da Cristiano Carriero. Giacché mi trovavo, gli ho fatto alcune domande sull’aria che tira…

Cristiano Carriero

Cristiano Carriero

 

Ciao Cristiano, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?

In questo momento il mio focus sono i contenuti. Da quando ho fondato La Content Academy, con altri 3 soci, mi sono specializzato sulla creazione e diffusione di contenuti per le aziende. Lo storytelling è la materia principale attorno al quale ruota la mia professionalità. Racconto e insegno a raccontare per aiutare le aziende a posizionarsi in maniera più “umana” sul mercato. È una sfida difficile, ma appassionante! 

 

Quali sono le doti tipicamente necessarie per conquistare il mondo?

Se lo sapessi sarei Napoleone! Scherzi a parte credo che accontentandosi di conquistare piccole nicchie di mercato si possa riuscire a fare un buon lavoro. Quindi la mia risposta è: scegliere una nicchia, specializzarsi e (so che questa parola non piace ai guru) accontentarsi. Berlino non è stata costruita in un giorno. 

Una storia può essere buona anche solo perché raccontata bene?

Ci sono storie semplicissime raccontate benissimo, ed è lì che lo Storytelling diventa una materia di studio. Ti posso consigliare questa case study (mia) sulla pagina di Inchiostro di Puglia. È una storia semplicissima, ma il dettaglio fa la differenza e crea le condivisioni. 

La maggior parte dei format di storytelling di successo (penso a Ettore di Michele Dalai, a Pascal di Matteo Caccia), replicabili in azienda, sono fatti di storie semplici raccontate benissimo

 

Ci racconti qualcosa del tuo ultimo libro?

Ne sono usciti due nello stesso periodo: Local Marketing con Francesco Antonacci e Mobile Working (tutto mio), entrambi per Hoepli. Entrambi due novità assolute in Italia: il primo parla dell’importanza del digital marketing, della seo e dello storytelling per le attività locali. Il secondo di come ottimizzare il proprio lavoro lavorando da postazioni diverse in modalità connessa. 

La diffusione degli smartphone e dei device tecnologici impone una riconsiderazione del tempo: possiamo continuare a pensare secondo orari di lavoro fissi, ma ormai sempre più spesso sono gli strumenti a dettarci task, compiti e orari. Con un conseguente aumento dello stress. Il mondo del lavoro di oggi non è peggiore di quello di ieri, è solo un mondo diverso, con abitudini diverse. 

Oggi è possibile, per esempio, lavorare in mobilità con la stessa efficienza con la quale si lavora da una postazione fissa. A volte anche meglio. Ciò che conta è la capacità di organizzare il tempo e il lavoro con una metodologia efficace e una conoscenza accurata dei migliori tool disponibili. Essere always on è una criticità che va affrontata e dominata, non subita. 

 

Si può fare branding su Facebook senza sponsorizzazioni?

Per una azienda no, non è più possibile. Può capitare il colpo di fortuna, ma in una programmazione non si può prescindere dalla sponsorizzazione. Per un singolo, per il “personal branding” sì. Ma bisogna “investire” diversamente su tempo e contenuti, e credimi non costa meno. (eh lo so, ndr 🙂)

 

Cosa ti piacerebbe che si dicesse all’estero degli italiani?

Visto che si dice sempre che siamo creativi, mi piacerebbe che si dicesse che siamo anche concreti. Ed efficaci. 

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