Perché NON aprire un sito eCommerce

Dario Tana

Dario Tana

Continua la mia esplorazione del monde e-commerce. Questa volta ho il piacere di intervistare Dario Tana, che per mestiere sviluppa siti web e strategie per il commercio elettronico da diversi anni.

A lui ho chiesto perché utilizza Magento e in quali casi rifiutare un lavoro come consulente e-commerce.

In ultimo Dario ci lascia un bel decalogo di motivi per i quali è meglio NON aprire un sito web in ambito e-commerce. Buona lettura!

 

Ciao Dario, ti va di raccontarmi i tuoi focus attuali rispetto all’e-commerce?

Certo Francesco. Faccio E-Commerce da diversi anni, ormai 18 e le cose, con il tempo sono cambiate diverse volte. Ci sono state tante evoluzioni e alcune conferme. Se dovessi centrare il discorso riguardo l’ultimo periodo dividerei su due approcci: gli E-Commerce nuovi, nati da poco, e quelli che ci sono già da più tempo, diciamo i “veterani”.

Gli E-Commerce nuovi, a giudicare dai preventivi e dalle consulenze che mi vengono chiesti stanno sviluppando un approccio più pragmatico e calcolato e si sono ridotti drasticamente gli “improvvisati”. Oggi mi chiedono business plan, calcolo del Roi, sistemi di monitoraggio e analisi approfondite sulle attività dei clienti. Questo non succedeva qualche tempo fa in cui sembrava che per aprire un E-Commerce bastasse installare un software.

Oggi gli imprenditori hanno seguito dei corsi e sono preparati sull’argomento. Questo ci permette di comunicare meglio in modo più veloce ed efficace.

Per gli E-Commerce navigati il discorso è diverso perché non tutti stanno investendo in sviluppo della loro piattaforma e della loro strategia. Molti hanno quasi paura di fare modifiche (visto che al momento funziona). Il rischio è che un nuovo progetto possa scalzare uno più esperto semplicemente perché più aggressivo. Insomma ho notato velocità diverse e questo mi ha creato non poche perplessità.

Per dare dei punti fermi direi che progettare un E-Commerce per i device mobile sia ormai d’obbligo. Cercare di monitorare quello che accade sul sito non come dati aggregati ma dividendoli per tipo di accesso (da mobile, da tablet o da desktop) sta diventando una richiesta usuale e questo permette di sviluppare strategie di marketing dedicate sempre di più agli utenti e non solo ai clienti.

Direi anche di iniziare ad informarsi sugli strumenti di Marketing Automation che stanno diventando estremamente performanti a prezzi abbastanza accessibili.

 

Sul tuo sito web ho letto che lavorate con Magento. Come mai questa scelta?

Un progetto di E-Commerce non dipende sempre dal tipo di piattaforma. Ci sono ottimi progetti con tanti software diversi. La nostra scelta di lavorare con Magento è stata presa qualche anno fa e oggi abbiamo ottime competenze con questo strumento anche se molti lo valutano pesante, complesso, lento. Noi dimostriamo quotidianamente quanto questo punto di vista non sia sempre corretto. Chiaramente non ci si può improvvisare e qui le competenze servono davvero! Diciamo anche che fra non molto si stabilizzerà la situazione con Magento 2 e con questa versione avremo ancora più velocità rispetto al Magento 1.

 

L’errore più bello dal punto di vista professionale?

Forse l’errore più bello che ho visto su un progetto è stato quando uno store ha aperto il suo E-Commerce senza avere un minimo gestionale di magazzino. In pratica non si riusciva ad avere mai un ordine concluso con successo con tutti gli articoli. Seguivano telefonate, mail al cliente, rimborsi. Insomma un disastro organizzativo mentre il sito sembrava bello e funzionale e, soprattutto, con tanto traffico sia organico che a pagamento.

L’errore più grande è fermarsi a pensare solo al sito e non al progetto nel suo insieme.

 

Ti capita di rifiutare un lavoro? E perché?

Sì, a volte rifiuto dei lavori. Soprattutto quando mi rendo conto che dall’altra parte non c’è un imprenditore, non c’è un progetto e, lo ammetto, quando non c’è budget. Un E-Commerce è un’azienda e occorre avere un piano a lungo termine, almeno di 3 anni. Questo significa che occorre avere budget per 3 anni, non per 3 mesi e poi “vediamo che succede”. Questo porta alle statistiche che dicono che su 100 progetti 98 chiudono entro i primi 10 mesi. A me non interessano progetti che non supereranno l’anno!

 

È giusto condividere conoscenze sul proprio mestiere? Qual è il modo migliore?

Questo è uno degli aspetti più controversi del mio lavoro. Conosco specialisti che non condividono nulla di quello che fanno e tengono tutto “nascosto” come se fossero formule segrete e, dal loro punto di vista, fanno la scelta corretta. Il mio approccio non è questo. Ho provato a scrivere su diversi blog ma la cosa migliore, per quanto mi riguarda, è fare formazione. Ogni anno qui a Rimini, a Bologna, Ancona, Modena, Ravenna, Cesena, Milano, faccio formazione sulle tematiche del commercio elettronico e incontro centinaia di persone: imprenditori, freelance, agenzie e professionisti di ogni tipo. In questi incontri la condivisione per me diventa una fonte di crescita sia mia personale che delle persone che seguono la formazione. Oggi in Italia ci sono molti professionisti che si occupano di formazione e le occasioni di seguire un seminario, anche comodamente da casa, sono davvero molte. Faccio un esempio: durante l’ultimo webinair fatto per la Settimana della Formazione (gratuito) mi hanno seguito oltre 300 persone da tutta Italia.

 

Prova a dissuadermi dall’aprire un sito e commerce

Non devi aprire un E-Commerce se:

1. non hai davvero una buona idea

2. non credi veramente nel progetto ma sei spinto soltanto dall’idea che tutti vendono e quindi puoi farlo anche tu

3. sei da solo e credi di poter fare tutto

4. vuoi investire il tuo budget senza aver fatto un business plan chiaro

5. se sei un programmatore (cioè hai un approccio al codice) e non hai esperienze di marketing (cioè non sai vendere)

6. credi che un E-Commerce si possa gestire nel tempo libero

Questi sono i motivi classici che riscontro con i miei contatti e con i quali cerco di evitare di fargli partire un progetto.

Magari gli faccio fare prima un percorso formativo di qualche mese o anche un anno. Poi, se il contatto matura e diventa consapevole, allora si può parlare del progetto che, ripeto, non si conclude con la realizzazione del sito ma inizia dalla messa on-line del sito!

Ti ho spaventato? Spero di no 🙂

2 Commenti

  1. Alessandro 24/04/2017
  2. Luca Spinelli 25/04/2017

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