Un motivo buono, uno.

Una volta chiesi a Robin Good cosa fosse opportuno dire a una persona demotivata per aiutarla a trovare la forza di rimettersi in discussione, magari con un nuovo progetto web. Mi disse che non c’è niente da dire a queste persone perché non siamo motivatori, ci occupiamo di divulgazione e comunicazione per aziende. Non facciamo i video sul jet, non mostriamo paradisi tropicali e non giriamo video nella piscina al 60° piano dell’albergo di Dubai. In parole povere non costruiamo vite da sogno per vendere religioni di plastica, ma lasciamo amorevolmente che lo facciano altri. Al massimo facciamo un po’ di sana divulgazione, mostrando progetti che funzionano e cercando di spiegare i motivi per cui funzionano. È tutto quello che possiamo fare senza “gureggiare” troppo.

un motivo

un motivo

 

Sai perché non mi interessa motivarti?

Perché se hai già motivazione, quando sei pronto a mettercela tutta, prima di riuscire dovrai passare per più fallimenti, e quella è roba che butterebbe giù chiunque, credi a me. Per altro la motivazione è cosa diversa dalla suggestione: se fai una chiacchierata col guru santone di turno, subito dopo ti sentirai un leone pronto ad affrontare qualunque sfida. Ma questa sicurezza durerà solo il tempo di un caffè. La verità è che l’unica persona in grado di motivarti se tu. È dal tuo percorso che emerge la spinta al cambiamento, da quello che ti porti dentro, dai traumi, dalle gioie, da tutto quello che hai provato sulla pelle.

Non ha senso motivarti se non sai trovare la forza di spingere nella direzione giusta per 8 ore al giorno tutti i giorni. Ha senso dirti qual è la direzione giusta, questo fa un buon consulente di comunicazione business, in merito alla branca precisa di cui si occupa.

Non ha senso motivarti, perché non devi semplicemente credere di potercela fare, devi vedere di potervela fare. E per “vedere” qualcosa che ancora non è materialmente davanti ai tuoi occhi serve avere fede, quella vera. Pensi si possa insegnare a qualcuno ad avere fede?

 

Visione e immaginazione

Per come la intendo, la visione è la fiamma che brucia per tutto il tempo. Non importa dove ti trovi, da quale situazione vieni, che problemi hai, se riesci a vedere dove vuoi arrivare troverai sicuramente il modo di arrivarci: NON si può insegnare, perché sarebbe come spiegare a un cieco dalla nascita cosa sono i colori. O li vedi o non li vedi. Puoi vedere in qualunque momento oppure mai, in ogni caso non avrai perso tempo, ma questa è un’altra storia.

Il concetto di immaginazione è spesso confuso con il termine fantasia, ma parliamo di cose diverse. La fantasia riguarda il fantastico, l’immateriale, il sogno, mentre l’immaginazione riguarda proprio le immagini della realtà che abbiamo davanti agli occhi ogni santo giorno. Immaginare significa produrre realtà materiale a partire dall’intuizione. Avere una “fervida” immaginazione significa produrre realtà fichissima! L’immaginazione a differenza della visione si può insegnare, ma non è il mio mestiere. Se la visione ti accende una luce sul tipo di persona che sei, l’immaginazione ti permette di plasmare la realtà un passo dopo l’altro. Il mondo diventa un posto fantastico, solo perché lo hai deciso. Sembra bellissimo, ma quando ne capisci il funzionamento devi assumertene la responsabilità verso te stesso e chi hai intorno. Se la prendi dal verso sbagliato, l’immaginazione può renderti la vita un inferno, ma non è questa la sede per certi ragionamenti.

 

Perché non funzioni

Non so come si motivano le persone e come ti ho spiegato credo sia impossibile farlo, ma posso provare a spiegarti il motivo per cui non riesci a maturare una visione del mondo che sia all’altezza di chi sei veramente. Riguarda tutte le cose che ti hanno sempre detto per “motivare” la tua inconsistenza, la tua inadeguatezza, la tua incapacità. Quand’ero piccolo, ogni volta che la maestra usciva dall’aula per qualche motivo, dava ad uno di noi il compito di scrivere sulla lavagna i nomi di buoni e cattivi in base alla compostezza. Sai cosa succede a un bambino di sette anni quando scrivi per più volte il suo nome dalla parte dei cattivi? Semplicemente si convince di esserlo. Quante volte noi stessi abbiamo fatto credere a qualcuno di essere inadatto a fare qualcosa solo perché ci conveniva. Quante volte abbiamo subito questo trattamento noi stessi…

Spesso cose come gli attacchi di panico arrivano proprio quando devi affrontare la vita adulta dopo aver trascorso la prima giovinezza a convincerti di non valere un granché. Per venirne fuori devi prenderne atto, senza dimenticare, andando oltre.

È da questa trascendenza che nasce la visione. Non cercare di raggiungerla perché non si sposta né si muove. Non cercarla guardando la realtà esterna, perché è ciò che consente alla realtà esterna di essere.

Adesso, buona caccia!

 

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