Il web, la disinformazione e Gianni Morandi

Francesco Nicodemo

Francesco Nicodemo

Francesco Nicodemo, esperto di comunicazione pubblica e politica, ha scritto un libro interessante sul rapporto tra web e disinformazione rispetto alle scelte politiche e sociali. Gli ho fatto alcune domande tese principalmente a capire la sua ammirazione per Gianni Morandi.

 

Ciao Francesco, ti va di raccontarci i tuoi focus di questo periodo?

Questo periodo è felicemente pieno. Da quanto è uscito Disinformazia, il mio libro pubblicato da Marsilio Editori, mi sono arrivati moltissimi inviti per andarlo a presentare e discuterne, in Italia e anche all’estero, quindi  sto dedicando queste settimane ai temi del testo: ai vari aspetti della comunicazione politica, dell’informazione e della disinformazione soprattutto on line. Sto raccogliendo consigli, spunti e riflessioni grazie al confronto continuo con le persone. Ad ogni appuntamento cerchiamo non solo di descrivere lo scenario comunicativo digitale ma di prospettare strategie per districarsi con disinvoltura e modalità per essere utenti consapevoli e cittadini partecipi.

 

Puntiamo il dito contro i siti di fake news, ma quando sono le principali testate online a condividere robaccia, come facciamo a perdonarle di esistere? 

Le fake news, le notizie false, incomplete o inesatte sono sempre esistite. Non si tratta di perdonare o meno chi le pubblica o erroneamente le condivide, si tratta di acquisire la consapevolezza che in rete ormai informazioni corrette e false viaggiano alla stessa velocità e con la medesima facilità. Dobbiamo avere dunque gli strumenti per distinguere le une dalle altre per non vanificare il tempo che trascorriamo on line e soprattutto per non perdere la possibilità di acquisire più conoscenza sul web. In Disinformazia ne parlo diffusamente e mi piace confrontarmi con le persone anche su questo aspetto.

 

Il politico credibile è quello onesto o quello capace?

La domanda mi fa ricordare la celebre frase di Benedetto Croce. Naturalmente tante sono le doti richieste ad un politico, l’onestà e la capacità dovrebbero contraddistinguere ogni professione, a maggior ragione anche chi si occupa della cosa pubblica. Nella seconda parte di Disinformazia cerco di analizzare le caratteristiche delle leadership attuali, soffermandomi sullo stile comunicativo. Comunicare in politica è basilare, farlo male può vanificare gli sforzi fatti per raggiungere degli obiettivi se questi ultimi, una volta ottenuti, non vengono adeguatamente trasmessi ai cittadini. La comunicazione però non serve banalmente solo a conquistare il consenso ma a costruire e mantenere nel tempo un rapporto costruttivo con le persone, un  vero e proprio dialogo attraverso il quale gestire costruttivamente i conflitti e alimentare la fiducia.

 

I telegiornali non spiegano niente, il web è superficiale, i giornali sono di parte e i politici (per ovvie ragioni) pure. La verità esiste o dobbiamo scegliercene una?

Non si può generalizzare. Oggi noi siamo letteralmente immersi in un flusso informativo alimentato da stampa, tv e web. Per informarsi in maniera corretta e crearsi una propria opinione in maniera consapevole dobbiamo avere gli strumenti adatti e nel testo provo a dare dei suggerimenti e a offrire degli spunti in merito. Il problema non è solo essere esposti a notizie false o inesatte, ma capirlo e non lasciarsi condizionare. Ad esempio in rete le persone tendono a interagire con chi la pensa come loro ma nessuno è depositario della verità assoluta tuttavia si deve partire dal presupposto che alcune fonti sono più autorevoli di altre ma il web ad esempio, con i suoi meccanismi ha reso meno agevole individuarle. 

 

Quali sono le caratteristiche delle persone davvero credibili sui social network?

Diverse piattaforme e vari soggetti hanno stilato dei vademecum per poter distinguere una fonte credibile da una che non lo è. Tuttavia, come ho ricordato in precedenza, spesso gli uomini tendono per loro stessa natura a credere prevalentemente chi condivide la propria visione del mondo senza preoccuparsi troppo della veridicità o meno di ciò che viene detto. Purtroppo quindi non si risolve tutto con delle regole se poi non vi è la certezza che quelle stesse regole vengano seguite. Un primo passo quindi può essere prendere consapevolezza di queste dinamiche per non ripeterle in maniera automatica.

 

Per finire, come sopravvivere alle persone più o meno consapevolmente “malvagie” che popolano il web?

Le persone “malvagie” sono presenti ovunque, online e offline ma se penso alla rete mi vengono in mente l’hate speech, le conversazioni pretestuose che mirano a offendere e i troll. Come interagire con loro? Naturalmente senza rispondere alle provocazioni, ma con gentilezza e con educazione. Sotto questo aspetto mi viene in mente Gianni Morandi, per me un modello dello storytelling e di come comunicare in rete. Lui anche quando viene attaccato, risponde in maniera pacata e tranquilla. La rete in fondo è uno spazio per informarsi e confrontarsi e non ha alcun senso prendersela con altri utenti e offendere.  

One Response

  1. Luca Spinelli 10/08/2017

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