Come capire se stiamo buttando soldi su facebook ads

Francesco Agostinis

Francesco Agostinis

Facebook e Google sono piattaforme che organizzano e offrono contenuti prodotti da altri, da noi. Mentre li scorri o mentre fai ricerche in modo più o meno compulsivo, i colossi della rete guadagnano con le pubblicità, facendo in parte la fortuna delle aziende più abili a programmare e ottimizzare gli investimenti in pubblicità.

Di questo parliamo oggi con Francesco Agostinis, consulente e formatore in ambito web Ads.

 

Ciao Francesco, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?

Ciao! Al momento a livello lavorativo le mie attività sono principalmente 3: Formazione, consulenza e imprenditoria.

Faccio formazione online e offline per Marketers, con cui ho una Masterclass con circa 650 studenti attivi e una community molto grande (Facebook Advanced), con Ca Foscari Challenge School (Business School della famosa università veneziana) e con Digital Combat Academy, un progetto interessantissimo attivo su Roma e Milano.

Faccio consulenza ad aziende e imprenditori che vogliono migliorare le loro campagne advertising su Facebook e Instagram.

Faccio l’imprenditore per la mia azienda Loop, che ho fondato con Valerio Celletti qualche anno fa e che adesso gestisce clienti su 3 continenti.

Tutto questo però è unito dal mio personal brand, che cerco di migliorare ogni giorno tra Facebook, Linkedin e Offline.

 

È possibile calcolare l’investimento minimo utile in fb ads?

Si certo, è possibile ma non è per motivi tecnici molto preciso.

Ti spiego il perché:

Facebook ads si basa su un sistema ad aste. 

Le aste si basano su 3 fattori: offerta, pertinenza, valore atteso.

Noi possiamo controllare solo 2 di questi, cioè i primi 2.

Il valore atteso si stabilizza tendenzialmente dopo aver raggiunto 50 eventi simili (es. acquisti).

Di conseguenza, se abbiamo uno storico l’investimento ottimale minimo si calcola facendo 50 x costo storico dell’evento.

Se non abbiamo una base di dati oppure se è un periodo di alta competizione (es. tra novembre e fine anno), il costo può variare e quindi dobbiamo fare delle ipotesi sensate e poi validarle con costanza. 

Non è mai semplice e la cosa importante è quella di controllare bene i dati che la piattaforma ci fornisce.

 

Come capire quando stiamo solo buttando soldi facendo fb ads?

Risposta breve: quando non arrivano i risultati che ci aspettiamo

Risposta seria: quando analizzando i dati vediamo che i nostri potenziali clienti sono difficili da raggiungere oppure quando il margine medio che abbiamo su prodotti o servizi è minore del costo conversione che Facebook ci può offrire. 

Ti faccio un esempio: Yoox o Amazon non investono quasi mai in campagne prospecting su Facebook in quanto acquisiscono traffico da altre fonti a prezzo minore.

Tuttavia agiscono a livello di remarketing in modo molto accurato, in modo da portare conversioni a prezzo minore o comunque conveniente.

Questo perché, come sempre, quello che conta è avere un profitto, più che qualsiasi altro dato.

 

Quali sono i segmenti di mercato che investono maggiormente in fb ads?

Sicuramente gli E-commerce e il travel. Io vedo grandi investimenti da parte di Marketplace e OTA (Booking, Airbnb), che passano allegramente le decine di milioni al mese.

Tuttavia, essendo pubblicità fondamentalmente display, c’è sempre spazio per tutti, se riusciamo a capire come il nostro target interagisce con i nostri contenuti e siamo in grado di offrirgli ciò che cerca

I settori che vedo più in crescita sono invece Automotive (da sempre ricco di capitali) e Education, dove molte aziende capiscono il valore dell’acquisire lead a prezzo corretto. Abbiamo diversi clienti in questi mercati e ogni mese vedo nuovi entranti e prezzi delle aste alquanto “ballerini”.

 

È vero che c’è spostamento degli investimenti su Instagram? E a che livello?

Si certo, soprattutto sulle Stories, che adesso sono il principale mezzo di fruizione di contenuti personali per gli utenti social.

Il CPM di IG infatti si sta alzando ogni giorno (siamo passati dai 70 cent del Natale 2017 ai 4€ di oggi, secondo i miei dati). Qui trovi alcuni benchmark sui costi, se vuoi approfondire (sono per il mercato USA ma danno un’idea di cosa sta succedendo) https://blog.adstage.io/facebook-cpc-cpm-ctr-benchmarks

SI preferisce utilizzare questo tipo di campagne per fare azioni di awareness (parte alta o altissima del funnel) o di conversion su remarketing per prendere utenti che magari hanno abbandonato carrelli o sono ancora indecisi.

Funziona abbastanza bene, anche se Facebook secondo me rimane la piattaforma più completa e performante al momento.

 

Quale piattaforma web è destinata ad avere le migliori performance in termini di ADV?

Dipende. 

I fattori in gioco sono molti, tra cui secondo me ce ne sono 2 di principali: il prodotto e gli utenti target.

Non tutti i prodotti sono adatti a Facebook e non tutti sono adatti a Instagram, come non tutti i prodotti si vendono tramite Seo o Google ads. Non c’è una scienza precisa dietro, ma tendenzialmente, se il prodotto ha margine basso, è difficile venderlo con pubblicità display a meno che non sia in grado di portare acquisti d’impulso (vedi come esempio le campagne Kickstarter, ne ho seguita una che ha venduto 1 milione di $ di prodotti soprattutto grazie alla loro particolarità)..

Se parliamo di utenti target, invece, dipende dall’età e dalle caratteristiche demografiche e sociali.

Tendenzialmente le persone passano il tempo su Instagram per farsi i fatti degli altri o per scoprire nuovi prodotti, mentre su Facebook per interagire. A seconda del nostro target di riferimento dobbiamo capire dove inserirci quindi, anche se tendenzialmente la soluzione migliore è quella di lasciar gestire la delivery direttamente a Facebook, con le opportune regole di controllo, in modo da non farsi ingannare da Bias dovuti a interpretazioni statistiche errate.

In altre parole, noi possiamo fare delle ipotesi, ma alla fine conta sempre la validazione e contano i numeri. Se i numeri non sono corretti o sufficienti, sbagliamo a prendere decisioni.

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