Come coinvolgere utenti con una email

Stefano Branduardi

Stefano Branduardi

Le email non sono solo freddi messaggi che servono a ricordare la tua esistenza agli sventurati utenti del tuo progetto web. Sono dispositivi che dialogano con queste persone, le coinvolgono con un tono di voce umano e colloquiale.

Ma per spiegare bene queste dinamiche passo la palla a Stefano Branduardi, marketing manager di MailUp (che un po’ ne capisce). 🙂

 

Ciao Stefano, ci racconti i tuoi attuali focus sul lavoro?

Ciao Francesco, i focus sono numerosi, se ragiono ad obiettivi sicuramente si parla di incremento ricavi, generazione di nuove opportunità su mercati esteri, principalmente LatAm e attenzione ai principali KPI di una realtà SaaS come la nostra (ARPA, Churn, LTV, CAC, etc….) dove l’attenzione al dato e alla performance è una sfida quotidiana e gestita con approccio scientifico.
Questi obiettivi sarebbero però totalmente irraggiungibili se non partissi dal presupposto di creare valore, di considerare che sono persone prima che clienti (o di freddi kpi).
Il background, alla base del mio lavoro e di una marca come la nostra, è quello di ricordarsi che prima di ogni cosa viene l’esigenza e l’aspettativa di chi sceglie di entrare in contatto con noi, di creare una conversazione.
Come proviamo  a farlo? Cercando, con il massimo impegno, di creare contenuti ed esperienze di valore. In MailUp vorremmo essere percepiti come una realtà che, nel suo piccolo, contribuisce alla creazione di un’educazione digitale.
Il concetto di educarsi all’educazione rimane un po’ il mio faro in qualsiasi scelta.


In che rapporto sono email e marketing conversazionale?

Quando si parla di conversazione il pensiero va immediatamente alle app di messaggistica, ai chatbot… La verità è che oggi le conversazioni sono ovunque, come anticipato poco fa, e il canale email non fa certo eccezione.

È stato dimostrato che le email più performanti sono quelle che riescono a coinvolgere il lettore, a farlo sentire parte attiva di una vera conversazione, attraverso l’uso di un tono diretto e informale, in poche parole umano. E, proprio come nella vita offline, alla base di una buona relazione c’è sempre una conversazione. La mail può essere un ottimo punto di partenza per avviare questo dialogo.

 

In che rapporto sono l’email marketing e la SEO?

Si pensa spesso che email marketing e SEO siano due mondi separati. La verità è che fanno entrambi parte dello stesso ecosistema e condividono obiettivi comuni: attirare le persone al sito web, aumentare il traffico e coinvolgerle con i contenuti presenti.

Esistono numerosi metodi, più o meno semplici, per far lavorare email marketing e SEO in sinergia, come ad esempio, la creazione di una newsletter riepilogativa dei nuovi articoli pubblicati sul blog aziendale.

Si tratta di attività che permettono di sistematizzare i contenuti del blog e delle email, aumentare il tasso di engagement del database, attirare nuovo traffico sul sito web e – non meno importante – posizionare il sito più in alto nei motori di ricerca.

 

Cosa sbagliano le aziende rispetto all’email marketing?

Forse un errore abbastanza comune e trasversale ai diversi settori – e che si ricollega a quanto dicevamo sul rapporto tra email marketing e conversazione – consiste nel vedere il proprio target di destinatari composto da prospect, lead, clienti, ecc. Questa visione porta a un’impostazione delle campagne email basate esclusivamente sulla promozione e la vendita.

In realtà dietro a ogni lead o cliente c’è una persona, con le sue esigenze, le sue aspettative. Per questo è importante progettare customer journey tenendo sempre conto della componente umana ed emotiva. Sarà questo fattore a determinare l’avvicinamento o l’allontanamento dell’utente dal brand.

 

Quanto sono rapidi gli sviluppi nel tuo ambito di interesse?

In ambito digitale è evidente la rapidità d’evoluzione di strumenti, strategie e filosofia alla base. Basti pensare agli effetti che sta avendo sul marketing l’introduzione dell’intelligenza artificiale e del machine learning. Come si affrontano queste sfide? Ponendo l’attenzione alla voglia di auto-educarsi, al ricordarsi che quello che sappiamo è sempre minimale rispetto a quello che potremmo sapere. Lo sviluppo e la crescita personale è proporzionale alla voglia di mettersi quotidianamente in discussione, con disciplina.

 

Ci lasci uno spunto generico per migliorare le newsletter?

Uno spunto valido per le newsletter e qualsiasi altra email: consistency. È inutile dedicare tempo ed energie a design e copy se il contenuto non è di interesse per i destinatari. Non per niente il motivo principale per cui gli utenti tendono a segnalare una newsletter come spam è proprio l’irrilevanza dei suoi contenuti.

Assicurarsi di inviare il contenuto giusto al target giusto, cioè informazioni utili, interessanti e coinvolgenti, è il primo e obbligatorio passo per progettare una newsletter efficace.

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