Come gestisci il lavoro durante le ferie?

Qualche Giorno fa la mia amica Valentina Pacitti di Semrush ha postato una domanda interessante nel gruppo dei Fatti di SEO, chiedendo ai membri in che modo gestissero il lavoro durante il periodo di ferie. E il web si è scatenato…

Come gestisci il lavoro in ferie?

Come gestisci il lavoro in ferie?

 

Nel suo post Valentina ha suggerito alcune opzioni:

  1. Anticipate tutto il lavoro prima di partire e poi disconnessione totale chi s’è visto s’è visto?
  2. Date comunque un occhio tutti i giorni ai progetti che avete in corso?
  3. Impostate dei tool per essere avvisati in caso di crisi-tragedie-bombe atomiche?
  4. Dite al junior, alla segretaria, alla donna delle pulizie che “se quel grafico cade in picchiata” vi deve chiamare SUBBBITO??

A fronte della domanda, la stessa Valentina ha pubblicato un articolo interessante nel blog di Semrush.

Personalmente ho risposto che anticipo il più possibile, poi quando sono in vacanza mi collego dal bar del lido due ore, dalle sette alle nove del mattino, dopodiché vado al mare, che come sai amo follemente. Se ti occupi di marketing digitale non credo esista un tutorial su come gestire i clienti durante le ferie, a meno che non ci abbia pensato il mitico Salvatore Aranzulla, ma immagino di no.

 

Dipende dal lavoro

Andrea Campagnol fa notare come in effetti molto vari da lavoro a lavoro: se devi impostare la struttura di un sito web e poi un copywriter si occupa del resto, finisci quello che devi fare e poi tanti saluti, perché non dipenderà più da te. Al massimo puoi controllare ogni tanto e creare nuove strutture o eliminarne altre. Se scrivi invece anche gli articoli, al massimo puoi programmarli e anticiparli di qualche giorno, ma dopo una settimana certe notizie sono già vecchie e quindi anche se vai in vacanza devi creare nuovi articoli e sistemarne altri. Insomma, per alcuni staccare è più facile, per altri meno.

Andrea fa inoltre un bel parallelismo di tipo odontoiatrico: “è un po’ come i denti: devi lavarteli ogni giorno. Una volta che il dente è cariato è un problema sistemarlo. Se il settore in cui si trova il sito è competitivo non si deve aspettare che cada per correre ai rimedi, è una lotta continua, giornaliera“.

 

101 email non lette

Federica Sfilio ricorda che quando lavorava in agenzia utilizzava il metodo del “CHIAMAMI SUBBITO” con i colleghi, però alcuni progetti li seguiva personalmente dedicandoci il tempo necessario, comunque mai più di un’oretta al giorno in media. Così facendo di solito nessuno la chiamava. Cercava anche di anticipare tutte le cose “urgenti” o sensibili (clienti particolarmente rompiscatole e/o delicati). Il resto per il ritorno. Federica ricorda uno stato su facebook che parlava di 101 mail non lette il primo giorno dopo le vacanze 😅. Federica conclude che facendo principalmente gestione di contenuti e guest post riceveva MOLTE mail anche di norma, e gestiva più di 20 progetti al mese in media. Il suo record comunque è stato: 4 giorni di vacanza = 125 mail… e ti passa la voglia (aggiungo io).

 

La SEO è uno stile di vita

Davvero stimolante la risposta di Robero Varriale: “Ho la mia postazione anche nella casa delle vacanze. Lavoro per un paio di settimane a mezze giornate (se 6/14 può considerarsi mezza giornata). Poi per il resto del mese lavoro dalle 7 alle 9/10, sempre anche a ferragosto. Per me essere seo è uno stile di vita, una passione, non ho bisogno di staccare dalla seo. Magari dai contatti telefonici o via email si e quello lo faccio… quest’anno per la prima volta“.

Per me è interessante quest’affermazione di Roberto, perché da un lato mi domando quanto e se sia possibile diventare schiavi delle proprie abitudini. Mi spiego meglio: a volte capitano giorni in cui ho davvero poche pratiche da sbrigare. Tante volte potrei dedicarmi a mille altre cose diverse e interessantissime, come uscire a fare quattro passi, suonare o stare con la mia famiglia, invece tendo a rimanere lì, davanti al Mac ad osservare serp per ore, a scrivere appunti, a pensare. Tu conosci la differenza tra uno “stile di vita” e una prigione per la mente? E chi (come me) trascorre almeno un paio d’ore al giorno al computer pure in vacanza, Ha davvero bisogno di farlo o piuttosto e prigioniero dello stile di vita?

 

Io stacco e stop

Impavido e gagliardo il maestro Emanuele Tolomei: “Io stacco e stop. Non salvo vite umane e una volta indicati i miei periodi di assenza, qualsiasi cosa accada può essere rimandata tranquillamente. Il cliente deve essere responsabilizzato sulla programmazione ed è diretto responsabile della programmazione. Se gli vengono in mente robe o modifiche mentre non può realizzarle sono sicuramente frutto della follia e non di un progetto. Detto questo, se la mia assenza è mai stato motivo di delusione, io lavoro senza contratto, per cui sono sempre stati liberi di rivolgersi ad altri. Ma non di tornare sia chiaro. Non accetto ritorni a nessuna condizione. Ognuno si ammazza come vuole. Poi le mie sono scelte discutibili, ma la mia vita ha molto più valore di quella di gente disorganizzata“.

Ammiro molto la sua capacità di essere “uomo libero” e soprattutto la consapevolezza che produce un distacco simile. Non c’è peggiore schiavitù che l’esser costretti da se stessi. Il suo è un invito a ricordarci che esistiamo davvero e che sprechiamo un tempo infinito a prepararci per qualcosa che non arriva e non arriverà. Grazie Emanuele.

 

Menzione d’onore per Renzo Merelli

Quando un SEO va in vacanza è in prima posizione al ristorante, in prima fila di ombrellone al mare, il primo della giornata ad accendere la grigliata…

🙂

 

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