Come riconoscere un esperto di comunicazione

Oggi ti porto a fare un giro nel “teatro” della comunicazione digital. Anni di osservazione a cavallo tra profili facebook e altre pagine web, mi hanno fatto maturare le idee che sto per condividerti sulle linee di condotta seguite da chi realmente capisce di comunicazione. Prima di iniziare vorrei tranquillizzarti sul fatto che gli errori isolati non rappresentano un marchio perenne, piuttosto sono incidenti di percorso che possono capitare a chiunque e che sono certamente occorsi anche a chi in questo momento scrive l’articolo che hai davanti.

sei un esperto di comunicazione

sei davvero un esperto di comunicazione?

 

Nessuno è perfetto, tuttavia certe leggerezze possono costare care se ti presenti pubblicamente come un professionista della comunicazione digital. Diamo un’occhiatazza.

 

Idee politiche: NO

Un esperto di comunicazione digital non può schierarsi politicamente. Non gli conviene perché dichiarare un’appartenenza politica lo pone nella condizione di risultare più simpatico ad alcuni e meno ad altri. Se tra quegli “altri” ci sono potenziali clienti è possibile che preferiranno cercare altrove il loro fornitore di servizi. Insomma, l’impegno politico va bene ed è una cosa importante… magari non su facebook.

 

Idee riguardanti la religione: NO

Un esperto di comunicazione preferisce evitare di trattare argomenti legati alla religione. In effetti non ci sarebbe niente di male a parlare pubblicamente della propria visione spirituale del mondo, ma essendo facebook il regno della semplificazione, il rischio di fraintendimenti ed etichettamenti scomodi può farsi concreto e ledere i tuoi interessi un po’ come se avessi dichiarato l’appartenenza politica. Se aggiungi che l’Italia è un paese moooolto cattolico per la presenza del Vaticano, il rischio di renderti antipatico si fa ancora più presente.

 

Idee riguardanti il calcio: NO

Un esperto di comunicazione evita di parlare di calcio, come evita di parlare di politica e di religione. Sebbene sembrino cose diverse, i meccanismi di inclusione ed esclusione sono molto molto simili. Tifare per una squadra di calcio è come “tifare” per un partito o per una divinità. Insomma, quando credi in Manitù diventi antipatico ai seguaci di Osho e quando applaudi le gesta dei 5 stelle diventi antipatico ai fan del Partito Democratico… se poi tifi per la Juventus è peggio che andar di notte.

 

Parlare degli altri

Tema caldo: come parlare degli altri pubblicamente e in privato? Un vero esperto di comunicazione sa che la differenza tra messaggi pubblici e privati non c’è, perché qualunque cosa scrivi in privato a qualcuno, domani può essere riportata ad altri o peggio essere resa pubblica, quindi prima di tutto eviterei comportamenti schizofrenici come tessere le lodi di qualcuno e poi pugnalarlo alle spalle in chat con terze persone.

In linea di massima vale la celebre frase attribuita ad Andreotti: “se non hai niente di buono da dire su qualcuno, non dire niente“. Può essere fastidiosa l’idea di tacere piuttosto che parlar male, eppure pensa un momento a tutte le persone che hai denigrato con leggerezza dopo aver visto per pochi secondi una loro pagina web, senza conoscere assolutamente niente di loro. Non dico che Andreotti avesse ragione, dico piuttosto che esprimiamo giudizi troppo facili e troppo spesso ignoranti.

Un esperto di comunicazione può dire di non essersi trovato bene con un servizio o con una persona, ma tenderà sempre a evitare parole come truffatore, fuffarolo, ladro e via dicendo. Un esperto di comunicazione è in equilibrio, dunque non si sbilancia.

Ancora, un esperto di comunicazione evita di lanciare strali verso non meglio precisati operatori di settore che non saprebbero campare. Mi riferisco ai post critici all’indirizzo di qualcuno che si evita di nominare nascondendosi dietro la critica “generica”. Questi post prendono molti like e commenti, ma ti connotano come un indolente rancoroso e tendenzialmente come una persona poco serena. Ora dimmi tu se ti farebbe piacere che i tuoi potenziali clienti ti vedessero così.

In ultimo, i professionisti veramente esperti in comunicazione sanno che l’idea di “mettere in guardia le persone” denunciando pubblicamente o in privato una persona, un’azienda o un servizio “truffa” è solo una scusa per giustificare l’indole rancorosa di cui sopra. In realtà di mettere in guardia gli altri non importa niente a nessuno.

 

Parlare di sé

Tema caldissimo: come parli di te sul web? Un vero esperto di comunicazione non scrive e non dice MAI di essere appunto esperto, numero uno, super competente e cazzutissimo. Gli unici a fare eccezione sono i professionisti che vendono corsi di comunicazione persuasiva, perché nel loro caso è proprio la comunicazione di segmento a richiederlo. Fai molta attenzione perché non si tratta solo di scrivere le cose giuste nella pagina CHI SONO del tuo blog e nel profilo su Linkedin, ma ogni tua interazione sui social può far emergere il difetto di autoreferenzialità. Basta rispondere a un post con leggerezza dichiarando di non aver niente da imparare da chi commette “evidenti errori di comunicazione” per cadere in trappola.

Insomma, una vitaccia.

Ora la questione è molto semplice: se riesci ad essere spontaneo e naturale tenendo conto di queste regole di condotta, significa che sei naturalmente portato per i mestieri della comunicazione, altrimenti pur volendole seguire risulterai rigido, poco spontaneo e fondamentalmente opportunista. E se comunichi come un tronco d’albero le persone se ne accorgono.

Come per tutte le cose, anche il modo giusto di comunicare si può imparare, poi ci sono i talenti naturali a cui viene tutto facile da subito e quelli che pur impegnandosi non ce la possono fare. Tu a che punto sei? Come vieni percepito sul web?

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