Comprare domini scaduti, perché? (e come?)

Premessa: quando un dominio viene lasciato scadere di solito è perché non si ha più il tempo di occuparsene. Di solito ciò avviene per due motivi, il primo è che si è trovato un business più redditizio, il secondo è che “occuparsene” non aveva più senso. Oggi discutiamo sui come e sui perché dovresti entrare in possesso di un nome dominio in particolare per sviluppare il tuo nuovo business online.

recuperare domini

recuperare domini

 

Puoi visitare subito il sito web expireddomains.net e consultare le liste dei domini scaduti da poco oppure abbandonati da tempo. Una volta trovato un dominio che ti sembra interessante per il nome, puoi aprire un software come Semrush per studiarne lo storico. In particolare puoi osservare l’anzianità e le oscillazioni dei posizionamenti nel tempo. Un sito web con dominio a chiave esatta come ad esempio “sbiancamentodenti” può essere stato raggiunto nel corso degli anni da molti visitatori e Google potrebbe conservarne un’impronta nei suoi imperscrutabili algoritmi di calcolo della rilevanza.

Prima di procedere vorrei sgombrare il campo dai dubbi: il fatto che un dominio abbia ospitato un progetto forte nel passato, non significa che qualunque cosa ci metterai dopo averlo recuperato ne risulterà più facilmente posizionabile, perché Google funziona sempre di più su cosa vuole la gente ADESSO, e fatto salvo il Trust dei colossi legati ai grandi gruppi aziendali / editoriali, il passato conta relativamente poco.

 

Accertati che non abbia ospitato spam

Non potrai essere certo al 100% che il dominio su cui stai puntando non abbia mai ospitato spam, ma almeno prima di acquistarlo puoi fare un controllo con Webarchive, la “macchina del tempo” che tiene in memoria storica qualcosa come 373 miliardi di pagine web. Comunque poche sul totale, ma spesso bastano. Proprio facendo analisi mediante Webarchive ho fatto caso che un dominio può ottenere grandi risultati con uno storico di un tipo e un presente di ordine completamente diverso, in particolare (senza fare nomi) mi riferisco ad un progetto che qualche anno fa faceva riferimento ad una scuola di Jujitsu brasiliano in portoghese e che oggi è un player di tutto rispetto in Italia per quanto riguarda le informazioni sullo sbiancamento dentale.

 

Analisi del profilo backlink

Passare di palo in frasca come nell’esempio sopra citato può far pensare che un buon profilo backlink costruito nel tempo possa garantire la visibilità organica di un sito web indipendentemente dal segmento di mercato e dalla localizzazione geografica. Ebbene, non mi nasconderò dietro un dito perché l’ho visto succedere con i miei occhi: ho visto cose che voi umani non potete immaginare, tra cui domini recuperati, performare magnificamente in virtù di metriche storiche pur valide, ma del tutto fuori luogo per il nuovo mercato di riferimento.

Succede ancora? No. L’ho visto capitare fino ad un anno fa, precisamente fino al famigerato “medical” update di Google, dopodiché quasi tutti i siti web costruiti a partire da domini recuperati con metriche (traffico, posizionamenti e backlink storici) discrepanti rispetto al mercato di riferimento hanno iniziato via via a perdere visibilità, colpiti dalla spada della giustizia algoritmica, pacificatrice ultima.

In definitiva, se devi recuperare un dominio con un buon profilo backlink, fallo per costruirci sopra un sito web da proporre allo stesso segmento di traffico organico e magari fallo bene, senza adagiarti troppo sul peso del dominio in sé.

 

Lo stato dell’arte

Devo dirlo? In ogni caso i backlink che contano in questo momento storico sono quelli su cui gli utenti fanno click, non quelli che si limitano ad esistere su pagine di altri siti web collegati al tuo. Facci caso: un backlink proveniente da un blog o da un giornale autorevole porta traffico finché il post è attuale e visitato dagli utenti di quel blog o di quel giornale. Quel momento coincide con l’incremento di visibilità su Google, dopodiché passato il carnevale e via via che il post contenente il link al tuo sito finisce nel dimenticatoio, anche il valore di quel link si riduce con ricadute negative sull’autorevolezza (e la visibilità) del tuo sito. Se dunque affidi il tuo posizionamento alla link building devi mettere in conto che gli effetti positivi sulla visibilità dureranno finché continuerai a mettere fuori link (e soldi). A queste condizioni, considerando che comunque rischi di venire penalizzato, ti suggerisco di fare Digital PR più che link building in senso classico… o di spendere (meglio) i soldi in AdWords.

 

Conclusioni

Se hai compreso il paragrafo precedente avrai chiaro il mio pensiero sulla “spinta” che proviene dai domini recuperati. Non solo parliamo di profili backlink VECCHI da cui moto spesso non arriva alcun segnale di rilevanza, ma proprio di link che all’origine erano rivolti ad altri progetti, quindi spesso non pertinenti con il tuo progetto perfino quando il mercato è simile.

Se una cosa ha funzionato in passato non è detto che funzioni sempre, soprattutto sul web.

Attento a non fare la fine del tacchino induttivista.

🙂

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.