Cosa rende un contenuto speciale

Quello di oggi è un post per chi cura il proprio blog personale come per chi produce contenuti professionali periodicamente lavorando al piano editoriale di un blog corporate, oppure per chi fa insieme entrambe le cose. Ogni giorno vengono messi in rete decine di migliaia di contenuti scopiazzati o anche scritti con le migliori intenzioni, che tuttavia non vanno da nessuna parte. Oggi cerchiamo insieme di capire cose rende davvero speciale un blog post e cosa puoi cambiare nella tua vita per fare la differenza su questo punto.

contenuto speciale aloe vera

Un contenuto speciale? Basta non scrivere di aloe vera

Bada bene, ho scritto proprio “cosa puoi cambiare nella tua vita” e non semplicemente nel tuo modo di scrivere o mettere insieme le informazioni più utili a rispondere nel merito di un’intenzione di ricerca precisa. Ma andiamo con ordine.

 

Empatia

Quando leggo gli scritti sacri di Simone Righini vengo letteralmente avvolto dall’empatia che sanno trasmettere. Celeberrimo il suo contenuto sui rimedi per la stitichezza, in cui Simone ti prende per mano e ti porta letteralmente a… risolvere il tuo problema. Leggilo con attenzione e dimmi se non trovi anche tu una differenza abissale con qualunque altra cosa sia mai stata scritta sull’argomento.

E qual è questa differenza? Semplicemente Simone non ha fatto keyword research in senso classico, cercando i topic più diffusi tra i contenuti meglio posizionati su Google, piuttosto ha lavorato sulle ontologie a livello del testo e su di un tipo di ricerca più psicologica che tecnica. Non è un insieme di argomenti che compongono un quadro, ma un percorso, un metodo per andare di corpo (ché oggi nemmeno quello sappiamo fare). Nota come non utilizza tanto il termine “feci”, quanto più il più colloquiale “cacca”, declinato in tutti i modi, direi opportunamente “spalmato” per l’intero testo. Ora, puoi scrivere di qualunque cosa, ma per carità, smettila di farmi leggere pistolotti preconfezionati che sono buoni solo per dare Google in pasto a se stesso. Google li posiziona pure, ma diciamoci la verità, inquini l’universo.

 

Verità

Io non ho niente contro i link di affiliazione, ma se devo dirtela come va detta, quando vedo una pagina che mostra la recensione dei migliori spazzolini elettrici, ciascuno col suo bel link affiliato ad Amazon, non ho dubbi sul fatto che lo scrivente non ne abbia provato nemmeno uno. Per me è palese che tali disamine vengano prodotte unicamente per generare rilevanza e posizionamento organico, senza la minima cura per l’utente, come se fosse un’appendice, una zavorra, un fastidio più che il fine della comunicazione.

Per capirci, vedo video su YouTube in cui i prodotti vengono realmente mostrati e spiegati nelle loro caratteristiche. Su questi video i link di affiliazione ai prodotti recensiti sono sacrosanti, ma per il resto questo sistema per monetizzare ha trasformato il web in un postaccio lordo di spazzatura digitale, presentata all’utente sotto forma di blog post finalizzati a manipolare il posizionamento organico. Nulla di più. Interi network di siti spazzatura, che a momenti fanno sentire il loro fetore anche attraverso il PC. Insomma, c’è modo e modo. Che ne pensi di provare sul serio un prodotto “solo” alla volta e dirmi la verità? Tanto basterebbe a rendere un contenuto davvero speciale.

 

La voce del blogger

Un ulteriore importante passaggio riguarda il brand personale dell’autore. Hai mai letto un post scritto da una persona che conosci per averla già sentita spesso parlare dei temi di interesse? Succede una cosa apparentemente poco rilevante, ma che invece fa una differenza enorme: mentre leggi l’articolo ti ritrovi ad ascoltare la voce del blogger nella tua mente. Il fatto che i tuoi utenti conoscano la tua voce e abbiano presente il tuo volto fa un’enorme differenza rispetto alla percezione del blog post, che non sarà più una risorsa anonima da consultare insieme ad altre, ma verrà ammantata dei valori e del punto di vista del blogger, acquisendo spessore.

Voglio sbilanciarmi, quando un blogger è anche un influencer nel suo campo, gli risulterà ancora più semplice trasferire concetti senza dare troppe spiegazioni né scendere in particolari tecnici, perché il suo pubblico ne conoscerà già i punti di vista e in ogni caso tenderà a fidarsi. Un contenuto è dunque speciale a prescindere se chi lo scrive è speciale. Quindi il medium è il messaggio, ancora una volta.

 

Aloe vera

In ultimo (e per strapparti un sorriso) vorrei parlarti dei benefici dell’aloe vera, che a quanto pare cura tutte le malattie del mondo, dall’alluce valgo alla cecità, ma solo se assunta per via rettale. Tornando seri, non troverai facilmente un articolo “spiegone” a tema rimedi naturali, che non menzioni l’aloe vera per alleviare qualunque tipo di disturbo.

Ecco che per pubblicare un articolo davvero “speciale” in questo caso, basterà NON parlare di aloe vera.

E basta, per carità…

 

 

 

 

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