Keyword Research, con Alvise Canal

Alvise Canal

Alvise Canal

Ultimamente ho letto Keyword Research Avanzata di Alvise Canal, un libro genuino che traduce un lavoro di ricerca attento e meticoloso.

Alvise mi cita anche in relazione alle ontologie laterali (e mi fa piacere), ma al di là degli aspetti legati alla soddisfazione dell’ego, suggerisco questo libro perché è davvero un’opera di investigazione sui cosa, i come e i perché legati alla keyword research. Un plauso sincero e un suggerimento spontaneo: compratelo!

 

Ciao Alvise, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?

Un’ottima domanda dalla quale iniziare, anche se prima vorrei approfittarne per ringraziarti di cuore per avermi dato l’opportunità di fare quattro chiacchiere con te in questo bellissimo spazio.

Parlavamo dei miei focus, giusto? Per me la SEO è nata come uno strumento con il quale potevo valorizzare alcuni miei progetti personali. Con il tempo, però, si è evoluta. Man mano che studiavo la disciplina me ne innamoravo sempre più e mi divertivo a creare e gestire progetti diversi, fin quando non ho capito di poter fare di questa passione un lavoro.

Oggi declino le mie attenzioni fra l’aiutare gli imprenditori a sfruttare nel modo corretto il motore di ricerca e le grandi opportunità che questo offre e il mio divertimento personale, mettendomi alla prova con progetti di affiliate e di altra natura.

Per quanto riguarda i progetti dei miei clienti, i miei focus lavorativi sono principalmente due. Il primo è riuscire a creare risorse e contenuti che matchino con perfezione alle domande e alle intenzioni di ricerca dei clienti, in modo tale da soddisfarne i bisogni e portare a conversione la loro navigazione. Il secondo, invece, è incentrare il progetto in una strategia di branding multicanale.

 

Ci parli del tuo libro in poche parole?

Oddio, parlare di un libro da più di 400 pagine in poche parole non è cosa semplice, ma cercherò di provarci.

Keyword Research Avanzata è stato scritto con l’intenzione di creare un percorso per il lettore che partisse dalla comprensione del funzionamento del motore di ricerca e dei suoi algoritmi per arrivare alla realizzazione di una ricerca di parole chiave efficace. Questo è quello che si può trovare nella prima metà del libro. La restante è stata incentrata sul come sfruttare nel modo corretto queste parole chiave e le analisi svolte al fine di avviare campagne SEO performanti e creare contenuti eccezionali.

All’inizio il mio manuale SEO sarebbe dovuto essere di poco più di 200 pagine, ma la keyword research è ovunque. Come possiamo parlare di strategia SEO, di architettura informativa e di contenuti senza avere ben chiaro in mente cos’è e come si fa la keyword research?

Inoltre volevo creare un libro che non si soffermasse tanto sulla parte teorica o sulle solite frasi trite e ritrite. Volevo scrivere un manuale pratico nel quale riversare tutto il mio know-how, senza tenermi segretucci o altro per me. In pratica ho voluto scrivere il libro che avrei voluto leggere agli inizi.

E ne ho approfittato per trattare argomenti che nei libri italiani si faticano a trovare.

Per questo ho dedicato un intero capitolo all’E-A-T, altro elemento sempre più rilevante, e le video keyword e il funzionamento di YouTube.

Così da libro SEO si è trasformato in un efficace (spero almeno) manuale sì per SEO, ma anche per copywriter, affiliate marketer, influencer, YouTuber e Blogger. Nelle pagine del mio libro, infatti, la keyword research, intesa sì come ricerca delle parole chiave ma anche come analisi delle query, viene declinata in modo approfondito in ogni suo aspetto.

 

Meglio l’osservazione diretta o usare gli strumenti?

Siamo nel 2020: dire che il cervello e l’osservazione diretta sono tutto quello che ci serve credo sia un po’ riduttivo (e un po’ da boomer).

Oggi, gli strumenti rivestono un ruolo fondamentale nel lavoro quotidiano di un SEO, dal monitoraggio del posizionamento delle query (seppur con tutte le lacune che uno strumento può presentare), all’automazione di alcune attività. Confrontare una ad una le SERP per capire quali query corrispondono allo stesso intento di ricerca è un lavoraccio enorme da fare a mano, ma se abbiamo un tool che estrapola in automatico le SERP e con una semplice percentuale ci raffigura in modo chiaro e intuitivo il match fra due query abbiamo svoltato!

Ci sono, però, parecchie situazioni in cui l’osservazione diretta è ancora oggi l’unica via percorribile. Se vogliamo produrre un contenuto, anzi, una risorsa, come la chiamerebbe il buon Giorgio Tave, che si riesca a posizionare, dobbiamo andare a studiare in modo approfondito il set di query che stiamo intercettando. E, personalmente, nessuno strumento è ancora in grado di farlo.

Dobbiamo studiare le prime pagine generate dalle query, capire che tipologie di contenuti sono presenti, a quali domande rispondono e in che modo lo fanno. Quali parole usano i nostri competitor, oltre alle keyword, che Google potrebbe valutare interessanti sia per ottenere una maggiore comprensione del topic che per darvi un maggior punteggio di rilevanza?

Insomma, ci sono tantissimi elementi che vanno osservati e analizzati e che, ad oggi, nessun tool può svolgere in modo automatico e con la precisione di un consulente. Ci sarebbe poi da fare un discorso legato all’expertise di un SEO, la quale influenza notevolmente le analisi e attività svolte.

 

Si può fare keyword research senza spendere soldi in software?

Assolutamente sì.

Oggi esistono davvero un grandissimo numero di software gratuiti o freemium che si possono utilizzare per le proprie keyword research quotidiane. Non mi dilungo ora ad elencarli perché potrei spoilerare l’ultima domanda (se volete leggere la lista dei tool aspettate la fine dell’articolo).

Se siamo dei blogger agli inizi che non sono in grado di stanziare un budget per l’acquisto di tool professionali, possiamo comunque ottenere dei buoni risultati utilizzando gli strumenti gratuiti di Google o la schiera di suite e non che offrono opzioni interessanti anche in modalità gratuita.

Certo che non si riusciranno ad ottenere i risultati che si otterrebbero utilizzando invece tool professionali a pagamento. Questo sia in termini di quantità delle parole chiave rilevate che in termini di affidabilità dei volumi (molti tool gratuiti offrono stime molto inutili, del tipo 1-10, 10-100 e via discorrendo).

Quello che molti tool a pagamento permettono di fare è automatizzare alcuni processi e velocizzarne altri, in modo tale da aiutare il consulente a risparmiare tempo e svolgere un gran numero di attività durante l’arco della giornata.

Ti dirò di più.

Ogni tanto, per sfida, ho provato a creare dei contenuti su keyword research effettuate senza alcuno strumento. Laddove si ha una grandissima conoscenza del settore, credo sia possibile. Alcuni miei articoli per query a media competitività, svolti senza l’intervento di alcun software, sono ancora fissi nella tanto fatidica prima posizione.

 

Si può fare keyword research in una lingua che non conosci?

Domanda super interessante.

Sarò sincero: per questa domanda non ho una risposta definitiva, perciò, come per tutte le altre domande, mi limiterò a riportare la mia opinione in materia nata dalla mia esperienza.

Ho fatto varie keyword research, sia in lingua inglese che in lingua francese, e non sono mai stato pienamente soddisfatto dei risultati ottenuti. Personalmente credo che il livello di conoscenza della lingua sia un tassello imprescindibile per una corretta ricerca. Serve conoscere la lingua e tutte le sue sfaccettature in modo molto dettagliato per analizzare una query o una SERP. Si rischia, inoltre, di perdersi per strada varianti semantiche e parole (che alcuni indicherebbero come LSI keyword) che aiutano a rendere il contenuto più comprensibile e di maggior valore agli occhi di Google.

Se poi qualcuno per keyword research intende unicamente l’estrapolazione delle parole chiave utilizzare dai competitor, beh, allora sì, sarebbe possibile realizzarle. Ma non credo che vi sia ancora qualcuno che nel 2020 crede che la keyword research sia soltanto questo.

 

Quali software gratuiti o a pagamento consigli di usare?

Partiamo da quelli gratuiti, che dici?

Spesso sono considerati “inferiori”, eppure alcuni dei più utili sono proprio quelli gratis.

Se ci pensiamo, gran parte degli strumenti che Google ci mette a disposizione sono gratuiti e grazie ad essi si possono ottenere risultati davvero invidiabili.

Abbiamo Google Trends, che è senza dubbio uno dei tool più utili non soltanto per la keyword research ma per il marketing stesso. E abbiamo Google Suggest/Autocomplete, due funzioni del colosso di Mountain View che ci permettono di approfondire le domande degli utenti, arricchire i nostri contenuti e scoprire tante long-tail keyword interessanti.

E poi abbiamo lo strumento di ricerca di Google ADS, il più usato, l’immancabile. Vero è che non è proprio gratis, visto che per ottenere il volume di ricerca “reale” bisogna avere una o più campagne ADS attivate, ma direi che il gioco vale la candela (anche alla luce degli ultimi accorpamenti di keyword).

Gratuito, o quasi, c’è sicuramente Ubersuggest, ormai da qualche tempo acquistato dal buon Neil Patel. E, perché no, si può sfruttare anche Keywordtool.io.

Ci sono, comunque, moltissimi tool che mi sento di consigliare.

Abbiamo SEOzoom e SEMrush, le due suite SEO più famose. Io uso prevalentemente SEOzoom, ma principalmente per abitudine e comodità: sono entrambi due ottimi software che vi aiuteranno a fare la differenza. Abbiamo poi Answerthepublic >, strumento fenomenale per l’espansione di un topic.

Uno dei software che mi sento di inserire fra i migliori è sicuramente Keyword Research Pro di Clever Gizmos, il quale effettua uno scraping delle keyword da Google AutoComplete, dando così la possibilità di avere un grandissimo numero di long-tail keyword di grande valore. Lo strumento mi è stato consigliato anni fa da Enrico Altavilla, uno che di SEO ne sa qualcosa.

In pratica, come avrai capito, non esiste il tool definitivo per la keyword research. Il mio consiglio è quello di testarli un po’ tutti e di scegliere in base a quello con cui ti sembra di lavorare meglio e ottenere i migliori risultati.

Detto questo, mi sembra di aver detto tutto.

Spero di aver sfruttato bene questo spazio. In caso, ci si legge nei commenti 😉

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