Meglio tante visite sul sito o poche ma buone?

Tutti vorrebbero fare tante visite, ma tante visite servono proprio a tutti? Oggi parliamo di strategie che servono ad essere raggiunti da molti utenti attraverso Google, ma anche di strategie SEO che al contrario servono a farne poche, ma non meno importanti, anzi, spesso di più.

Poche visite o molte?

Poche visite o molte?

Intorno a tali strategie girano le logiche architetturali corrispondenti, ma prima di romperci la testa su come fare, sarà opportuno interrogarci sul “chi” deve fare cosa e con quale scopo. Ancora una volta proviamo a spostare l’attenzione dalla razionalità del come alle intuizioni ri-velate dal perché.

 

Fonti di monetizzazione: come guadagni?

La prima distinzione apparentemente banale riguarda i siti web che guadagnano con le inserzioni pubblicitarie e quelli che invece fanno riferimento ad aziende o professionisti che offrono prodotti e servizi. Ora va da sé che i primi avranno interesse a fare tanto traffico e tante page views, mentre i secondi al contrario avranno più interesse a presidiare chiavi precise, magari ad alta competizione, che pur non avendo volumi di ricerca stratosferici siano direttamente collegate a conversioni economiche importanti.

Tutto qui? E se invece provassimo a complicarci un po’ la vita? Oggi sappiamo che per “prendere” le chiavi più competitive e convertenti rispetto a business precisi non occorre necessariamente avere un piano editoriale sconfinato e anzi, questo può essere paradossalmente controproducente. Bisogna piuttosto essere asciutti e sviluppare strutture scarne, poco profonde e non dispersive. Si espone al massimo ciò che c’è da dire nel minor numero di pagine possibile, senza svicolare.

 

Una premessa e una (buona) domanda

Ora si è visto in molti casi che questa condotta “stretta” intorno a poche pagine è vincente per posizionarsi su chiavi business, mentre uno sviluppo molto ampio del blog interno a questo stesso tipo di siti web, produce posizionamenti per tante chiavi meno competitive e meno convertenti, rendendo talvolta più difficile il posizionamento per quelle chiavi centrali che inquadrano esattamente il servizio o il prodotto, insomma, quelle con l’intent più transazionale.

Ora la domanda è, fermo restando che rimane banale e giusto dire che dall’altra parte i magazine, i giornali e i blog affiliati devono fare tanto traffico, i siti web che offrono prodotti o servizi vendono di più posizionandosi meglio per pochissime chiavi transazionali o per tantissime chiavi informative?

Fai attenzione prima di rispondere, perché con questa domanda forse siamo appena usciti dall’apparente banalità di questo articolo. Non è affatto banale chiedersi cosa sia meglio, perché semplicemente una risposta non c’è, anzi c’è, ma è “dipende”. Le chiavi informative sono come i pedoni nel gioco degli scacchi. E i pedoni si sa, sono il cuore e l’anima di quel gioco. Così come i pedoni possono occupare posizioni strategiche sulla scacchiera, tali da impedire l’avanzata dei pezzi più importanti dell’avversario, allo stesso modo gli articoli informativi possono essere posizionati più facilmente in posizioni che alla lunga riescono a insidiare la quantità di conversioni prodotte dagli articoli che si posizionano per chiavi transazionali. Va da sé che i contenuti informativi devono finalizzare bene verso le pagine business, altrimenti perdiamo tempo, ma fatta questa premessa, posso aggiungere che le famose “chiavi convertenti”, assimilate ai pezzi più importanti della scacchiera, sono anche quelle a maggior competizione e ciò significa che oggi ci sono e domani chissà.

 

In conclusione

Dunque ti sentiresti più tranquillo sapendo di avere 100 chiavi che producono complessivamente 10, ma che tendono a restare posizionate bene o 10 chiavi che convertono in tutto 100, ma che possono perdere visibilità molto facilmente a seconda di come si muove il mercato o anche solo semplicemente in base a come Google decide di mostrare quelle serp? Bada, non è retorica, anche qui una risposta non c’è, perché i casi sono tutti diversi, dunque l’invito che ti faccio è: guarda alla tua situazione e poi guardati intorno.

Fallo per bene.

 

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