SEO Checklist, facile facile.

Verdiana Amorosi

Verdiana Amorosi

Verdiana Amorosi è una collega bravissima che ha da poco fatto uscire un testo sull’ottimizzazione SEO in tutte le sfaccettature più utili e interessanti, soprattutto in questo momento storico.

Su di lei non ho che da parlar bene, quindi mi taccio per evitare sviolinate e vi lascio alla lettura delle sue risposte alle mie domande.

 

Ciao Verdiana, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?

Ciao Francesco e grazie per avermi ospitata nel tuo splendido spazio. Lavoro in Pro Web Consulting, un’agenzia focalizzata principalmente sulla SEO ed estremamente esperta in questo settore. Nello specifico, mi occupo di migliorare e aumentare la visibilità dei siti dei clienti, che sono principalmente brand noti e di grandi dimensioni, ma anche realtà più piccole, che oggi – naturalmente – non possono più fare a meno della SEO. Oltre ad occuparmi della strategia SEO, che è una delle cose che mi appassiona di più, e a fornire le indicazioni pratiche per poter ottimizzare un sito e renderlo più visibile in SERP, spesso mi rendo conto che è necessario integrare anche con delle piccole sessioni formative, per poter illustrare ai clienti tutti i vantaggi che derivano dalle singole attività.

 

Quali sono invece i focus del tuo ultimo libro?

“SEO Checklist” è un manuale operativo dedicato a chi conosce già le basi della SEO e desidera approfondire questa disciplina per poterne applicare i principi. Il testo contiene otto capitoli: nel primo si affrontano tutti gli aspetti tecnici più importanti relativamente alla scansione e all’indicizzazione, nel secondo si parla dei link interni e di come sfruttarli al meglio (argomento spesso sottovalutato ma secondo me essenziale), si affrontano poi tutti gli aspetti principali relativi al codice in pagina, in cui sono indicati errori e criticità frequenti e raccomandazioni per evitarle. Naturalmente c’è una parte dedicata ai siti mobile friendly, con una checklist di attività da prevedere per rendere un sito navigabile e ottimizzato anche per i dispositivi mobili; un capitolo è dedicato all’identificazione delle tematiche strategicamente importanti per il business del sito e alla selezione di parole chiave.

Una parte è dedicata alla creazione e alla struttura dei contenuti, affinché siano appetibili per i motori di ricerca e per gli utenti. Il libro contiene anche un capitolo dedicato ai template di pagina raccomandati e si conclude con il capitolo dedicato alle strategie di link building, con indicazioni, piccoli trucchi e raccomandazioni per impostare correttamente una campagna.Il tutto è accompagnato da esempi pratici, errori frequenti e soluzioni più idonee per ogni criticità.

 

Perché è così importante gestire il crawl budget?

È importante gestirlo al meglio perché è limitato. Proprio come tutti noi pianifichiamo al meglio le nostre attività lavorative e personali nel corso della giornata, per ottimizzare i tempi e ridurre al minimo gli spostamenti inutili, allo stesso modo dobbiamo considerare che il tempo che il bot di Google dedica ai nostri siti è limitato e se vogliamo che le nostre pagine ricevano attenzione e visibilità in SERP dobbiamo agevolare le attività del motore di ricerca e metterlo nelle condizioni di lavorare al meglio. Sembra una banalità, ma molto spesso è un aspetto che viene sottovalutato, se non completamente ignorato.

 

Cosa pensi dei “segnali web essenziali” di cui si parla ultimamente?

Penso che Google alzi progressivamente la sua asticella 🙂  Il motore di ricerca ha iniziato già da diversi anni a prendere in considerazione il comportamento dell’utente come fattore di valutazione di un sito; pensiamo – ad esempio – alla frequenza di rimbalzo, ai tempi di permanenza su una pagina o alle preferenze espresse dai link in entrata (quelli realmente spontanei) verso le pagine di un sito. Sono elementi dettati dai comportamenti umani, che avranno sempre più peso nel mondo della SEO.

Oggi Google ci dice che i “segnali web essenziali” (la velocità di caricamento delle risorse, la rapidità di interazione con gli elementi in pagina e la stabilità del layout) saranno ufficialmente dei fattori di ranking a partire dal 2021, ma in realtà sta semplicemente ufficializzando qualcosa a cui già attribuisce una notevole importanza. È il segnale che la SEO sta cambiando ancora (altro che morta!) e sarà sempre più orientata all’utente; per questo oggi si parla di “Search Experience Optimization”.

 

Quali sono per te le conoscenze essenziali per un SEO?

A questa domanda è davvero difficile rispondere, perché – in questo ambito come in molti altri – più si impara e più si scopre che c’è da imparare.

Faccio una piccola premessa: alla base di tutto occorre avere una buona elasticità mentale e la voglia di migliorarsi costantemente. Senza queste due caratteristiche si rischia di camminare con i paraocchi e in tal caso è difficile andare lontano. Sicuramente, è indispensabile conoscere come funziona un motore di ricerca (altrimenti si rischia di brancolare nel buio), è necessario avere una buona conoscenza dell’HTML, saper utilizzare i principali tool, ad esempio gli emulatori dei vari spider, come Screaming Frog, quelli fondamentali per la ricerca e la selezione delle keyword (ma molto utili anche per l’analisi della concorrenza) come SemRush, gli strumenti per l’analisi dei profili di link, come Majestic SEO e Ahrefs, senza dimenticare l’utilizzo di Search Console, fondamentale per poter affrontare l’analisi completa di un sito. Secondo me è importante anche conoscere le basi dei principali CMS e naturalmente – in senso più ampio – è importante avere alcune conoscenze di base del marketing.

 

Quali invece quelle trasversali che possono tornare utili?

Le competenze trasversali che tornano utili nel mondo della SEO sono tantissime. Sicuramente aiuta avere delle conoscenze dei principali linguaggi di programmazione, proprio come avere competenze linguistiche e capacità di sintesi, ma sicuramente aiuta avere anche le basi di altre discipline affini, come la CRO e la web analytics.

 

Ci lasci un consiglio per chi sta imparando adesso?

Il mio consiglio è di imparare le basi della SEO, con corsi, guide e manuali, e poi iniziare a sperimentare con dei progetti personali. È l’unico modo per iniziare a fare esperienza diretta sul campo, sporcandosi le mani, e imparare a capire come funziona il motore di ricerca. Con i progetti personali è possibile (e doveroso) sbagliare (senza fare danni sui siti dei clienti) ed è una delle poche occasioni preziose per imparare in modo diretto. Un altro consiglio che mi sento di dare è di non sentirsi mai arrivati e mai abbastanza preparati: è l’unico modo che ci spinge ad approfondire, chiedere, confrontarsi e a stimolare continuamente la nostra curiosità.

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.