Web marketing per studi medici

Oggi ragioniamo di come rendere visibile lo studio di un medico specialista. Un dermatologo, un ginecologo, un dentista, un ortopedico, un cardiologo e via dicendo, sono professionisti che percepiscono sempre in maggior misura l’importanza e l’urgenza di guadagnarsi uno spazio di visibilità sull’internet dei motori di ricerca come nelle sulle piazze di discussione tematica sui temi legati alla salute, specificamente per ciascuna branca.

web marketing medico specialista

web marketing medico specialista

 

I dentisti sono i primi specialisti ad aver intrapreso con tenacia le attività di comunicazione via web, tanto è vero che i siti web in ambito odontoiatrico se le suonano a colpi di posizionamento, blog post e paginoni esplicativi, per non parlare dei (talvolta) incredibili PBN che non si vedono, ma “si sentono”. Senza voler entrare nei meandri del lato oscuro, vorrei fornirti qualche spunto strutturale e strategico per affrontare la sfida della visibilità, quale che sia la tua branca di specializzazione.

 

Sviluppa i silos

Uno studio specialistico ha certamente diverse aree di interesse. Se ad esempio sei un ortopedico, le aree possono corrispondere alle principali articolazioni: spalla, gomito, polso, anca, ginocchio, caviglia e via dicendo. Ti suggerisco di mostrare link a queste pagine direttamente in homepage, ma di non renderli accessibili da qualunque punto del sito. In linea di massima e a tale scopo, eviterei di tenere questi link nel menu principale. La pagina “servizi” nel sito web di uno studio medico specialistico, deve coincidere con la homepage che si caratterizza per essere la porta da cui accedere a queste zone.

Se soffri di artrosi al ginocchio, è improbabile che tu soffra della sindrome del tunnel carpale. Certo, puoi avere due o più patologie insieme, ma in questi casi per Googlebot è meglio creare percorsi univoci e compartimentati a partire dalla homepage. Google deve capire quale pagina conduce esclusivamente a quale approfondimento, altrimenti sarà costretto a decidere da solo cosa sta insieme a cosa. In assenza di compartimentazione, potrebbero presentarsi problemi rispetto all’assegnazione di rilevanza per argomento, con la conseguenza di una minore visibilità sia complessiva che legata alle singole aree. In casi diversi non c’è bisogno della struttura a silos, secondo me per gli studi medici sì.

 

Il blog interno

Dopo l’update di agosto si è detto un po’ di tutto su come curare i blog e perfino sull’opportunità di separarli dalla struttura interna dei siti web aziendali in cui sono inseriti. Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2018, abbiamo riscontrato gli aggiornamenti più rassicuranti. Molti siti web pesantemente puniti dal primo update stanno riprendendo terreno, quindi oggi sappiamo che non c’è da attuare soluzioni drastiche, piuttosto occorre capire bene come sviluppare il piano editoriale del blog, in termini qualitativi e quantitativi. In questo senso è più importante di prima farsi le domande opportune sul rapporto tra numero di contenuti e argomento da trattare in funzione del tipo di sito.

Ad esempio pubblicare 10 articoli sull’alimentazione più adatta per preservare la salute delle ossa nelle persone anziane, può essere una buona soluzione per un blog generico sulla salute, ma può risultare ridondante per il blog interno di un ortopedico. In questo senso studiare le serp può fornirci indicazioni importanti sull’equilibrio da tenere tra argomento da trattare e quantità di articoli da pubblicare. Insomma, ci vuole l’occhio clinico proprio come per i pazienti, quindi se sei un medico mi puoi certamente capire.

 

La strategia di comunicazione

Una delle strategie che pagano di più a lungo termine è aiutare gli altri là dove si chiede aiuto. Se pensi alla figura storica del medico curante che viene a visitarti a casa, così rassicurante, puoi immaginare a cosa mi riferisco. Il web è pieno di piazze tematiche sia generiche (e generaliste) che tematiche e verticali per patologia. Tra forum, gruppi facebook, canali YouTube e profili Instagram, se hai davvero voglia di farti largo sul web, devi semplicemente dedicare un’ora al giorno a migliorare un pochino la vita delle persone preoccupate per la loro salute. Offri loro la tua consulenza in modo gratuito e per quanto possibile senza averceli davanti. Fornisci suggerimenti di buon senso, senza strafare, utilizzando profili con il tuo nome e cognome. Ripeti quest’attività in modo costante per un anno… e guarda cosa succede.

È molto importante associare il nome dello specialista alla branca di riferimento e alle discussioni online sull’argomento. Sarebbe ideale avere pubblicazioni sui grossi repository come Pubmed, ma in mancanza di questa forma di accreditamento, sarà già utile mostrare a livello di codifica una buona marcatura semantica sull’autore e una buona descrizione medica nella pagina chi siamo.

 

Conclusioni

Aree di interesse definite e ben compartimentate, piano editoriale asciutto e mirato, partecipazione diretta nelle discussioni online e markup semantico scritto bene. Ecco la mia ricetta per qualunque medico specialista, senza dimenticare le performance del sito, che deve aprirsi in un lampo ed essere chiaro rispetto all’esperienza di utilizzo.

La comunicazione è un mestiere. Chi lavora in comunicazione non ha studiato meno di chi guarisce le persone. Improvvisarsi comunicatori sul web è come pretendere di dare consigli medici con la terza media.

Oh, può sempre darsi che ci azzecchi eh.

🙂

 

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.