Modelli di business per l’editoria online

Daniele Paganini

Daniele Paganini

Trovandomi a Milano per SMXL (per altro insieme all’ottimo Fabrizio Leo) ho colto l’occasione per farmi spiegare da Daniele Paganini alcuni aspetti della delicata transizione a cui tutte le realtà editoriali sono chiamate in questo periodo, quella verso il mondo digitale. Come si passa dal cartaceo al web? Come sviluppare un buon modello di business? Ci sono aspetti legali da valutare? Vale la pena cercare partners? E in che direzione? Ne vengono fuori riflessioni interessanti per i nuovi editori digitali.

 

Ciao Daniele, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?

Il mio obiettivo attuale è tenermi il più possibile informato sugli ultimi trend tecnologici della pubblicità online. È un compito affascinante, e ha ricadute positive nei diversi ruoli professionali che ricopro, soprattutto come Presidente di ANES Digital, l’associazione degli editori specializzati e di settore italiani, e come Direttore Esecutivo di Avrage Media, una concessionaria di pubblicità specializzata in prodotti online b2b.

 

Quali progetti web possono essere definiti a target specializzato?

Per assurdo, tutti. La specializzazione paga, e identificare e capire il proprio lettore/utente di riferimento serve sempre. Gli editori specializzati sono solo un po’ più bravi degli altri a identificare nicchie particolari, a capirne le esigenze e a soddisfarle sia online che offline, dai siti internet agli eventi alla formazione.

Esistono nuovi modelli di business per l’editoria specializzata online?

Non esistono modelli nuovi, ma l’editoria specializzata spesso è in una fase arretrata della fase di adozione delle tecnologie. Modelli di business consolidati nel consumer, come i paywall sulla lettura degli articoli, il retargeting dell’advertising o il content marketing per attività inbound strutturate, richiedono spesso competenze e tecnologie che agli editori specializzati mancano. Col passare del tempo queste tecnologie diventano sempre più alla portata di aziende meno strutturate e contribuiscono a aumentare i fatturati online degli editori specializzati.

 

Quali sono i problemi legali in cui può incappare un editore online?

Le competenze legali fanno da sempre parte del bagaglio di conoscenze che un editore deve avere e mantenere aggiornate. Negli ultimi anni la frequenza degli aggiornamenti si è fatta però più rapida, e le conseguenze di una scarsa competenza legale (per esempio parliamo di GDPR) sono diventate più pesanti. Per questo se un editore non è strutturato internamente è ormai imperativo potersi appoggiare ad un’associazione di categoria – come ANES – per farsi fornire assistenza e consulenza.

 

Quali tipi di partnership è possibile sviluppare per gli editori?

Gli editori che conosco hanno tutti una gran voglia di ascoltare nuove idee. Sono affamati di tecnologia, conoscenze, voglia di fare. Spesso hanno competenze di settore impareggiabili e fondi da investire, ma non sanno come utilizzare questi elementi come leva per crescere e innovare.

 

Cosa deve studiare un editore digitale per essere al passo coi tempi?

La tecnologia. Ma se non ha una passione per essa, deve scoprire come attrarre talenti nuovi che studino al suo posto. 

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