Gli Effetti del Caldo su Chi Lavora nel Web

Gli effetti del caldo su chi lavora nel web

Gli effetti del caldo su chi lavora nel web

Il caldo di questi ultimi giorni mette a dura prova un po’ tutti, ma in special modo chi opera sul web in ambienti non climatizzati. Riccardo Esposito direbbe che c’è “bafuogna”, espressione onomatopeica caprese che indica il caldo umido soffocante, quello che provi quando l’aria è talmente pesante che non riesci quasi più a tirarla su con il naso, insomma un aerosol, come avere una sigaretta elettronica in bocca per tutto il giorno e buona parte della notte.

Qualche giorno fa Rudy Bandiera ha pubblicato un’immagine su facebook in cui il telegiornale dava notizia delle temperature record percepite a Latina e Ferrara, rispettivamente 50° e 49°. Lui e Riccardo Scandellari per fortuna sono di Ferrara, quindi poteva andargli peggio. 🙂

temperature 50°

Intanto il mio amico Emiliano che lavora al suo demo reel in computer grafica 3D ha praticamente fuso una scheda video, perché in fase di rendering la temperatura del computer ha sfiorato i 100°. In queste condizioni o butti la pasta oppure concludi che è arrivato il momento di tirare i remi in barca e fermarti un attimo. A un certo punto anche i condizionatori si squagliano. Diamine.

Belle genti dell’internet

Poi ci sono le meraviglie di facebook, il teatro delle polemiche botta e risposta su Twitter e i festival di buone e cattive maniere. Il mio amico Roberto Varriale pensa che ce l’ho con lui, Carmelo Raccioppi si è preso l’impegno di intervenire in tutte le discussioni della galassia commentandole da solo all’infinito, Alessandro Vitale non scrivendo più articoli al vetriolo da settimane ha gettato nel panico tutti gli autori di libri sul web, io ormai vedo concetti latenti fermi ai semafori che mi fanno cenno di avvicinarmi perché ho la sottostruttura delle relazioni tra entità tutta intasata. Questo è lo scenario…

Ho sentito che Emanuele Vaccari a furia di stare davanti al computer ormai riesce a contare i pixel dello schermo, che sono l’unica cosa che ancora non si è fusa a casa sua. Benedetto Motisi è passato dal lato oscuro a quello bruciato della forza, non so se mi spiego…

L’unico a vedersene bene è Salvatore Russo che organizza feste sulla spiaggia con dinosauri e donnine, mentre Giovanni Le Coche ha cambiato i connotati per via del caldo, per questo al WMF non lo riconosceva nessuno. Ora il suo cognome si pronuncia “Le Cosh”, perché si è squagliato pure quello!

Il peggio di noi

Sai già che i social network sono una specie di amplificatore neutro, nel senso che aumentano quello che sei nel bene e nel male. È pur vero che il caldo di questi giorni tende un po’ a innervosire (si dice scaldare) gli animi. Ecco come una persona mite può arrivare a comportarsi in modo scontroso, così come un attaccabrighe abituale può diventare un vero Troll di caverna. 

Ecco quindi la mia guida per comportarsi bene sui social network quando fa caldo, scritta in puro stile Aranzulla, che a differenza di noi comuni mortali sta benissimo in tutte le condizioni climatiche, perché lui sa come fare.

Guida per comportarsi bene sui social network quando fa caldo

Dopo aver letto la mia guida su come rimorchiare in palestra, sei rimasto colpito positivamente da questo sistema collaudato per conquistare le ragazze e stai facendo di tutto per comprenderne il funzionamento. Adesso però ti trovi di fronte ad un piccolo ostacolo: fa un caldo boia e devi chiedere su Facebook alla tizia conosciuta in palestra di uscire, ma non sai come fare.

Non temere! Si tratta di un’operazione semplice almeno quanto quella che si effettua per richiedere un preventivo per un servizio hosting, anzi di più. Quindi non perdere altro tempo e scopri subito come comportarti bene sui social network quando fa caldo grazie alle indicazioni che trovi qui sotto.

Se vuoi capire come comportarti bene sui social network quando fa caldo, la strada più semplice che puoi percorrere è utilizzare un condizionatore, che consente non solo di avere una temperatura ideale, ma anche di rimuovere in maniera estremamente semplice quella sensazione di tristezza antropologica che ti assale in certi momenti della vita. Vediamo insieme come…

🙂

3 Commenti

  1. Alessandro Vitale 10/07/2015
  2. Giovanni Le Coche 14/07/2015
  3. Carmelo Raccioppi 22/07/2015

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