La chiacchiera con Dario Ciracì

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Dario Ciracì

 Molto attivo con il suo Webinfermento, Dario Ciracì ha scritto un libro per Flaccovio che si intitola “Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing, uno splendido lavoro sulle strategie di contenuti e sul marketing digitale. Eccoti la nostra chiacchierata.

1) Per iniziare, qual è la prima cosa che fai al mattino, quando arrivi in ufficio, e qual è l’ultima?

La prima cosa che faccio è controllare le mail ed eventuali chiamate perse al telefono dell’ufficio. L’ultima cosa che faccio è ricordarmi di spegnere eventuali spie, staccare prese di corrente e chiudere l’ufficio. 🙂

2) A che punto siamo con il telelavoro in Italia? quali saranno per te gli sviluppi di questa modalitàoperativa?

Il telelavoro è esploso in concomitanza dell’aumento smisurato del popolo dei freelance. Non so quali sviluppi ora stia avendo, ma come tutte le cose dei pro e dei contro.

Dalla sua ha il fatto di permettere la costituzione di reti di lavoro e di collaborazione  tra persone collocate fisicamente in luoghi differenti.

Di contro, ha però il fatto che viene a perdersi quel livello di management e di coordinamento in più che si avrebbe lavorando tutti sotto lo stesso tetto e il fatto che si inizi anche a gestire i tuoi clienti dovrai ospitarli a casa tua, il che non appare proprio professionale. 

Di sicuro è un ottimo modo di lavorare per i freelance, ma se si punta a diventare una agenzia e ad avere un contatto diretto con il cliente, il telelavoro non è più sufficiente. 

3) Web in Fermento è un nucleo che cresce anche in modo collaborativo. Come si sviluppano e come si evolvono queste dinamiche tra gli operatori del web?

Noi siamo un’agenzia anomala. Quando la gente ci immagina pensa a noi come ad un’agenzia composta da 10-15 persone. In realtà i soci e fondatori siamo solo io e Maria Pia De Marzo, che comunque, oltre a gestire clienti e progetti, abbiamo ancora un alto coinvolgimento operativo negli stessi e per il momento abbiamo preferito sviluppare una rete di partnership con quelli che consideriamo “i migliori” di ogni area di riferimento (SEO, Web Developers, Web Writers, ecc.) perché puntiamo a progettare e consegnare prodotti e consulenze al massimo del livello qualitativo conseguibile e non possiamo permetterci alti margini di errore.

La qualità produttiva e l’alto orientamento al risultato ci contraddistinguono fin dalla nostra nascita.

Sono poi convinto che per far fruttare un’impresa digitale che vive di web marketing e gestisce clienti, organizza e gestisce i progetti e si sporca le mani in prima persona operativamente, sia richiesta un’elevata elasticità mentale e un team piccolo ma ben preparato. 

Se dovessi gestire un ampio team di persone passerei molto più tempo a fare solo quello e quel tempo mi sarebbe sottratto alla gestione di un progetto in prima persona.

In fondo si dice che “small is the new Big” 😉

Ciò però non toglie che in futuro preferiremo avere risorse interne oltre che a partner esterni. 

4) Alcuni dicono che imparare il web marketing sia impossibile, eppure la formazione in quest’ambito è sempre più ricercata. Ma chi può davvero insegnarti qualcosa? E come?

La formazione è sempre più ricercata e sempre diffusa semplicemente perché il web marketing è una disciplina molto dinamica. Cambia tutto in continuazione e non puoi startene li pensando di sapere tutto avendo seguito un paio di corsi. L’aggiornamento continuo è imperativo. Purtroppo chi fa il nostro mestiere è destinato a non potersi mai sedere sugli allori.

C’è però da dire che nel nostro settore la formazione ha preso il sopravvento, nel senso che oramai c’è più offerta di formazione che domanda di servizi di web marketing. Per molti consulenti quello della formazione è diventato il loro business primario e quello che ognuno dovrebbe chiedersi è se sia utile seguire un corso di formazione tenuto da qualcuno che ha avuto solo esperienze nella formazione e non pratica (cosa che fa la differenza nel formare un consulente e distinguerlo da un venditore di fumo).

Chi ti forma veramente è il consulente che ha anni di esperienza alle spalle, il consulente che ha visto il web evolversi e ha provato decine di strategie in prima persona, cadendo e rialzandosi, sbagliando e raggiungendo traguardi di successo.

5) Hai pochi secondi per capire se un sito web comunica un’azienda solida. Che fai?

Nell’ordine:

1. la cerco su Google per il suo nome: se non compare al primo posto con la sua mappa, c’è qualcosa che non va.

2. Il sito è lento nel caricarsi? Perde già punti.

3. Noto se dalla homepage si capisce subito cosa fa e cosa vende e quale l’invito principale per l’utente.

4. Guardo se c’è un blog aggiornato costantemente, con un buon numero di commenti e condivisioni sociali agli articoli e infine analizzo i profili sociali per analizzare il tasso di engagement.

Solitamente se questi quattro iniziali step danno esito positivo, forse mi trovo davanti ad un’azienda solida.

Per finire, qual è il tuo messaggio alla nazione libero e non mercenario?

#escile.  Ahaha no scherzo, il mio invito è quello di formarsi in continuazione e di non pensare mai di aver raggiunto la vetta massima della propria conoscenza perché non la si raggiungerà mai e ci sarà sempre qualcun altro più bravo di te che dovrai cercare di superare.

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