Liti sugli acquisti online? Ecco come fare

Liti-sugli-acquisti

Liti sugli acquisti online

 

C’è una nuova piattaforma per risolvere le controversie tra chi vende e chi acquista online. È gratuita e si chiama ODR: Online Dispute Resolution. Vediamo come funziona.

Pochi giorni fa, avevo letto su internet la notizia di Greg Nelso, un programmatore britannico diventato famoso per essersi fatto “cacciare” da Amazon, avendo restituito in un anno 37 articoli a fronte dei 343 acquistati, quindi poco meno del 10%. Tra i Fatti di SEO ho letto parecchi commenti sulla cosa, quasi tutti favorevoli ad Amazon, eppure mi sono chiesto, come accidenti fa una persona normale a dirimere una controversia su acquisti fatti attraverso un sito e-commerce che magari si trova in Francia o comunque lontanissimo. 

Devo pagare un avvocato che magari mi costerà di più rispetto a quello che ho pagato per l’oggetto della contesa? E poi se il sito e-commerce ha sede in Germania, quale sarà il foro di competenza? Diamine, mi sa che è meglio lasciar perdere, non ne vale la pena.

 

Come risolvere le controversie

Da poche settimane la Commissione europea ha attivato un servizio gratuito che si pone come arbitro nelle contese tra chi vende e chi compra online. Il servizio come accennato si chiama Online Dispute Resolution ed è molto semplice da usare, basterà registrarsi in quanto acquirente o in quanto venditore, segnalare il problema con l’acquisto effettuato, attraverso la compilazione di un form, dopodiché la piattaforma prenderà in carico la richiesta e l’organo preposto avrà 90 giorni per comunicare a entrambe le parti la decisione presa o per suggerire un accordo. Tutto a titolo assolutamente gratuito, senza neanche dover uscire di casa.

 

Chi è l’arbitro?

la piattaforma è coordinata dalla Commissione europea, che si occupa anche di vigilare sul suo corretto funzionamento e si avvale di un centinaio di organismi “risolutori” in 17 Paesi della Ue. Per l’Italia si sono accreditati come arbitri I’Ombudsman bancario, le Camere di commercio di Roma e Milano, alcune associazioni di consumatori e organismi di conciliazione paritetica.

Al fine di assistere consumatore, professionista e “arbitro” per tutta la procedura, è stato identificato un partner per ciascun Paese Ue, in Italia è il Cec-Cento europeo consumatori, che interviene anche nel caso il tentativo non vada a buon fìne, indirizzando il consumatore verso ulteriori mezzi di ricorso.

 

Conclusioni

È di certo una buona notizia, che farà stare tutti più tranquilli. La piattaforma per la risoluzione delle controversie dovrà essere segnalata su tutti i siti web che basano il proprio business sul commercio elettronico e presterà il suo servizio gratuitamente in tutti i paesi della Comunità Europea.

Se quindi gestisci un progetto e-commerce, hai l’occasione di comunicare il nuovo organo risolutore delle controversie alla tua clientela virtuale. Sarà senza dubbio una notizia gradita, che aumenterà la fiducia percepita nel tuo brand da parte del tuo pubblico di riferimento.

Alè.

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.