Lo stress da lavoro NON va gestito

Quante ore trascorri ogni giorno davanti ad uno schermo per lavoro? Senti quasi le tue energie risucchiate dal PC e alla sera sei distrutto nonostante ti sembri di non aver fatto cose enormi. Quando ero più giovane riuscivo a tirar dritto per 10 ore filate e alla fine ero comprensibilmente stanco, ma tutto sommato non avevo particolari risentimenti, invece negli ultimi anni ho visto via via ridursi la mia tolleranza allo schermo del computer fino ad accusare problemi fisici… che non sono del tutto fisici.

stress da lavoro allo schermo

stress da lavoro allo schermo

La settimana scorsa ho scritto un editoriale sulla differenza tra passatempo e lavoro. Entrambi possono stancarti, ma una delle grandi differenze tra i due è che il primo ti può stancare, il secondo è usurante. Sì, il lavoro quando è “lavoro”, cioè quando risolve problemi di altre persone è usurante. L’usura può essere più o meno fisica a seconda del tipo di lavoro che fai. Un magazziniere risente fisicamente a livello muscolo scheletrico, mentre un impiegato di concetto o chiunque debba risolvere problemi stando davanti ad un terminale – per tutta la vita – può certamente avere problemi fisici, ma deve stare attento soprattutto a quelli cognitivi.

 

Lo stress fisico e quello mentale

Lo stress è sostanzialmente affaticamento muscolare e/o cognitivo. In entrambi i casi si riduce con il riposo e con uno stile di vita che preveda un’alimentazione varia (e sana), esercizio fisico, vita sociale. Ho detto sociale, non social. Ci sono differenze tra chi si “spezza la schiena” e chi si “brucia il cervello”: i primi sono fisicamente stressati, i secondi lo sono a livello mentale. Il tipo di stress che riguarda chi lavora davanti allo schermo di un pc colpisce spesso la percezione della realtà, generando emicrania/cefalea, perdita di equilibrio, nausea, cambiamenti di umore repentini. No, non stai per morire, è che il tuo cervello non riesce più a capire la differenza tra schermo acceso e spento. Nei casi peggiori puoi esperire crisi d’ansia e avere addirittura attacchi di panico, ma molte volte si tratta di “semplici” manifestazioni dello stress.

E del resto come ti aspettavi di stare 10 ore al giorno davanti a quello schermo tra fogli di calcolo e strumenti di gestione senza risentirne a livello cognitivo? Gli esperti suggeriscono di fare pause frequenti, di guardare fuori dalla finestra per riabituare il cervello alla corretta percezione delle distanze, di non prendere troppi caffè e di fare almeno 3000 passi al giorno, contati. Poi ci sono i digital detoxer che scrivono cose tipo “controlla la posta una volta al giorno” oppure “evita di guardare il telefono quando ti svegli e quando vai a dormire”, cose così.

 

Si sta come le bestie, sul carro

Benissimo, leggo questi suggerimenti e mi sento un capo di bestiame. Una vacca. Chiunque concepisca queste indicazioni vuole che tu stia meglio al lavoro, non che tu sia felice. Forse più che preoccuparci di come ridurre gli effetti dello stress dovremmo ridurre lo stress, magari lavorare di meno. Invece di fare pause frequenti per guardare fuori dalla finestra, dovremmo uscire a fare quattro passi con un amico e invece di cercare la seduta ergonomica di ultima generazione, dovremmo solo lavorare 6 ore al giorno invece di 8 o 10. Se fare una cosa per tante ore al giorno ti fa stare male, diamine, falla per meno tempo.

Semplice, non trovi?

Eppure molto spesso siamo noi stessi a tumularci dentro quattro mura, convinti di essere costretti a piantare il culo sulla sedia da un capo che in realtà non ci ha mai fatto alcuna pressione. Il capo sei sempre tu, anche quando hai un contratto di subordinazione. Sei quasi sempre tu il negriero che serra i lucchetti delle catene, reso dipendente dai meccanismi psicosociali su cui funzionano le notifiche e dalla paura ignorante di non arrivare in tempo per vedere il finale di un film di cui hai già perso la prima ora e mezza, non ti ricordi il titolo e nemmeno granché bene la trama, però ti han detto che è una figata. E dunque.

Se oggi non devi lavorare, invece di star lì a cercare opportunità di business, spegni il computer e chiama un amico. Organizzate qualcosa per questo pomeriggio, uscite, oppure passa del tempo con i tuoi figli, guardali crescere. Vai a casa e spazza il pavimento.

C’è un video in cui Montemagno dice che quelli di successo non si fermano mai perché hanno sempre la testa a concepire nuove opportunità. Velenosi poveracci, ecco cosa penso di queste persone di “successo”.

 

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