Il mio sito web si posiziona per un altro argomento

Può sembrare strano, ma certamente capita (e spesso) che osservando i posizionamenti di un sito web su Semrush, io mi accorga che ci sono posizionamenti migliori per argomenti diversi da quelli che mi vengono segnalati per essere centrali rispetto al business del progetto. Ma da cosa dipende? E quali sono i rischi collegati a questa situazione?

quali contenuti pubblicare

quali contenuti pubblicare

Ci sono vari casi in cui un sito web può ottenere maggiore visibilità per un ambito di ricerca diverso rispetto a quello per cui viene curato. C’entrano gli aspetti legati alla concorrenza che rende più o meno facile posizionarsi per certe chiavi, ma anche l’articolazione e la progettazione del piano editoriale, senza escludere gli aspetti legati all’architettura dell’informazione che possono favorire il posizionamento di pagine precise a seconda del fatto che vengano servite più o meno in profondità.

Fermiamoci un momento su questi tre aspetti per fare chiarezza e accendere una luce su possibili errori che possono compromettere la visibilità nei motori di ricerca, almeno quella per le chiavi che ti interessano.

 

Il piano editoriale

Lo diciamo spesso, l’errore più grave nella pianificazione editoriale dei contenuti destinati al posizionamento stabile nel tempo (evergreen) è non averne una. Là fuori è pieno zeppo di siti web che vengono curati in modo estemporaneo e totalmente disinvolto rispetto ai nuovi contenuti. Orde di giovani coprywater sottopagati, si barcamenano tra ricerche ingenue e rituali messianici per individuare temi da trattare, senza la minima accortezza rispetto alla keyword research né al rapporto volumetrico in funzione dei temi “hot”.

Provo a spiegare meglio quest’ultimo punto. Se hai un sito web sul fitness che mira a diventare un punto di riferimento rispetto alle schede per allenamento delle varie zone del corpo, a corredo delle pagine sui workout puoi pubblicare informazioni sulle proprietà nutrizionali di certi alimenti. Se a partire da questo assunto finisci con l’avere sul sito web più articoli sull’alimentazione che sui workout, allora è chiaro che stai facendo un mestiere diverso da quello del trainer online, occupandoti appunto di cucina. Finisce che cominci a posizionarti “di fianco” a certi foodblog, perdendo rilevanza per i temi d’interesse. Poco male dirai, ma un grosso problema è che così facendo rischi di avere poca rilevanza per entrambi i temi, vanificando spesso un lungo lavoro e anni di studio della tua materia.

 

Maggiore o minore concorrenza

Un’altra insidia che si nasconde sempre dietro alla mancata pianificazione editoriale di un progetto web è indipendente dalle discrepanze volumetriche a cui facevo riferimento prima e riguarda livelli di concorrenza più bassi per articoli che trattano argomenti lontani dal focus del progetto web. Se ad esempio su 1.000 articoli pertinenti, 40 sono non pertinenti, ma molto facili da posizionare, pur avendo volumi di ricerca interessanti, Semrush ci farà vedere appunto che il sito web si posiziona meglio per argomenti diversi da quelli che invece riteniamo importanti. Sono solo 40 articoli su 1.000, ma il problema è appunto che questi 40 articoli “esistono”. Quando cominci a fare traffico per queste pagine non pertinenti, Google può decidere che non tratti l’argomento per il quale hai tirato su il sito web, ma l’altro, quello a cui fanno riferimento i 40 articoli. A questo punto le restanti 960 pagine verranno considerate fuori luogo e come risultato perderai rilevanza per l’intero corpus dei contenuti. Non ci pensi mai, ma è per cose del genere che i siti web rimangono invisibili.

 

Siti web estemporanei “a prescindere”

Oh, per me sono le vere perle dell’internet e dico sul serio. Quante volte ti sei ritrovato per caso sul blog di un appassionato di letteratura che pubblica recensioni originali dei romanzi preferiti? Sai cosa succede buttando uno di questi blog dentro Semrush? Te lo dico io, qualcosa di molto simile a quel che accade ai siti web delle case editrici indipendenti, che invece non dovrebbero essere progetti web estemporanei, ma dovrebbero posizionarsi per chiavi molto precise inerenti i servizi editoriali.

Come puoi immaginare i posizionamenti risultano del tutto casuali, spesso per singoli termini con volumi altissimi, ma che nei fatti non producono alcun click. Ora, per i blogger che recensiscono i loro libri preferiti non ho suggerimenti, perché quelli sono diari difficilmente monetizzabili, quindi di scarso interesse per un SEO, ma per le case editrici un osservazione ce l’ho: se la maggior parte dei contenuti sul sito contiene l’abstract dei libri che pubblicate, è normale posizionarsi per cose a caso. A buon intenditore…

 

Architettura dei contenuti

In ultimo faccio un’osservazione sui livelli di profondità e sul numero di link interni. Qui occorre capirne un po’ di SEO e Web Design, perché il ragionamento non è immediato. tornando al caso dei pochi contenuti che si posizionano meglio dei tanti in virtù di una concorrenza minore, avremo una situazione come quella descritta sopra se tali contenuti vengono anche serviti:

  1. a partire da una bella voce di menu principale
  2. come area si primo livello con link diretto dal body della homepage
  3. come approfondimenti con link da tutte le pagine pertinenti (nell’esempio 960)

In questi casi avremo un indirizzamento chiaro, diretto e non equivocabile verso le pagine non a tema che si troveranno a beneficiare dei link sitewide (menu) e superficiali (body della home), oltre che di un esercito di link interni direttamente dalle pagine a tema. Se per caso la tua architettura funziona così, corri ai ripari.

 

E ora cosa devo fare?

La prima cosa che ti suggerisco di fare è verificare i tuoi posizionamenti con un software come Semrush o similari. Se dai primi 20 posizionamenti non riesci a capire l’argomento del sito web, allora cerca di capire se il problema è tra quelli che ho esemplificato in quest’articolo e metti subito in essere le opportune contromisure.

Probabilmente dovrai tagliare contenuti, proprio come si fa con le erbacce che infestano l’orto impedendo alle piante buone di ricavare il nutrimento dalla terra. Un ulteriore passaggio sarà valutare il numero dei link interni che puntano verso le pagine meno pertinenti – in caso tu non possa tagliarle – e in caso siano troppi agire sull’architettura per ridurli. Per quest’ultima verifica basta usare il tool LINK –> LINK INTERNI direttamente in Search Console.

E buon lavoro!

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