Interviste come strumento di web marketing

Chi segue questo blog e più in generale la mia attività divulgativa, sa bene che sono da sempre un gran fautore delle interviste come strumento di marketing personale e aziendale. In poche parole ti permettono di uscire dall’autoreferenzialità di un blog mono diretto, forniscono un punto di vista autorevole sulle cose e infine ti regalano un contenuto che non hai dovuto scrivere tu, anche se per dirla tutta non arrivano proprio “da sole”. Ma in quanti modi è possibile curare una rubrica di interviste?

interviste nel web marketing

Le interviste nel web marketing

 

intanto vorrei chiarire una cosa: le interviste non devono essere intese come un modo per riempire il blog che curi, ma come uno strumento utile per fare pubbliche relazioni finalizzate a stimolare la penetrazione di un brand nel suo mercato di riferimento. Detto questo possiamo concentrarci su chi intervistare, in che modalità e magari addirittura cosa chiedergli.

 

Chi intervistare

La cosa più ovvia è chiedere un’intervista ai propri concorrenti, ma presto o tardi ti accorgerai che non puoi farlo in tutti i casi. Talvolta esistono dinamiche non proprio di buon vicinato tra aziende con lo stesso modello di business, quindi la cosa più saggia da fare sarà cercare interlocutori trasversali, vale a dire interessanti per il tuo stesso pubblico, ma legati ad un modello di business diverso.

Puoi ad esempio aprire Semrush (o software simili) e individuare i tuoi competitor organici, cioè i siti web che si posizionano per le stesse parole chiave su cui competi. Tra questi non sarà difficile individuare progetti web che in realtà competono solo sul posizionamento, ma non rispetto al core business. Tra questi progetti potresti intercettare responsabili della comunicazione, amministratori o altre figure interessanti da intervistare e non solo. Se ci pensi, a partire da qui possono svilupparsi percorsi di partnership, nascere affiliazioni, accordi commerciali e più in generale relazioni di natura ben più ampia rispetto a quella che prevede la mera cessione di un link.

Personalmente per le interviste da pubblicare su questo blog utilizzo molto la ricerca per autori di libri di settore – area web marketing – proprio per i motivi che ho espresso prima: il pubblico di flamenetworks è composto da professionisti dell’internet e titolari di progetti web che spesso acquistano libri di settore per documentarsi e tenersi aggiornati. Offrire dunque contenuti “esperti” perché redatti da autori “digital” è un buon viatico per mantenere buoni rapporti con i lettori… e con gli autori stessi.

 

In che modo fare interviste?

La modalità classica è porre le domande per iscritto via email e attendere (fiduciosi) le risposte. Va benissimo, tuttavia si finisce col pubblicare il “compitino”, nel senso che talvolta il rischio è ottenere risposte vaghe e poco sostanziose anche se provenienti da fonti autorevoli. Un modo per andare in profondità e raccogliere più sfumature è senz’altro cercare un appuntamento telefonico o via Skype con il soggetto da intervistare. Certo, condurre un’intervista a voce e riportarla per iscritto richiede molto più tempo rispetto al semplice invio delle domande via email, ma il risultato è quasi sempre molto diverso in termini di accuratezza nei dettagli e profondità delle risposte.

Un modo per avere la stessa profondità, anzi la maggior profondità possibile è muoverti con le video interviste, che sembrerebbero proprio il medium ideale, soprattutto in questo momento storico, ma nascondono un’insidia nella loro durata. Un conto è proporre ai tuoi lettori un testo di mille parole, altra cosa è un video che dura un’ora. Magari i contenuti sono gli stessi, solo che per leggere mille parole bastano meno di dieci minuti. E il tempo è una risorsa scarsa per tutti. In questo caso hai due alternative: essere molto bravo a condensare la chiacchierata in un tempo massimo di dieci minuti o in alternativa “spezzare” il video complessivo in più pillole da proporre nel tempo. Quest’ultima strada è una furbata, perché regala un sacco di contenuti al tuo calendario editoriale. Evviva.

Ultima modalità, molto semplice ed estremamente efficace è l’intervista spot sotto forma di virgolettato. Si richiede a più professionisti autorevoli di esprimere un’opinione su di un aspetto in particolare di cui si scrive. L’obiettivo è pubblicare una risorsa in cui oltre alle tue indicazioni, ci siano anche i punti di vista di personaggi autorevoli. Ora dimmi tu se questo non è un contenuto di valore! Per altro muoversi in questo modo è anche più semplice perché gli intervistati sono molto più propensi a lasciarti un virgolettato rispetto a rilasciare un’intervista completa.

 

Cosa chiedere agli intervistati

Personalmente cerco sempre di sfruttare le interviste per trattare un argomento in particolare e non tanto per parlare dell’autore in sé. Le prime domande di inquadramento sui focus professionali sono d’obbligo per inquadrare il professionista nell’ambito delle attività che cura, dopodiché parto subito a chiedere nel concreto tutte le cose più scomode possibili che rappresentano i problemi più spinosi legati al mestiere che fanno. Proprio da queste domande faccio emergere il titolo dell’articolo, cercando quando possibile di proporlo in modo da intercettare ricerche degli utenti, senza tuttavia farne una religione.

Per concludere amo stemperare le domande serie con altre più ludiche e provocatorie. Non scordare mai la componente di intrattenimento che deve essere presente anche e soprattutto nei contenuti tecnici. È un dato molto sottovalutato che a conti fatti fa la differenza tra l’utile “gradevole” e l’utile PIPPONE malefico!

Ecco, l’ho detto.

 

One Response

  1. Andrea Pilotti 21/05/2019

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