La strategia dei gruppi su Facebook

Oggi parliamo di SEO. E dirai, che c’entra questa prima affermazione con il titolo dell’articolo? Ma la SEO intesa in senso olistico diventa sempre più una disciplina di intersezione tra diversi saperi legati al digital marketing, un po’ come la sociologia è la scienza sociale che controlla il funzionamento delle altre scienze sociali come la storia, l’economia, la giurisprudenza.

strategia dei gruppi su facebook

strategia dei gruppi su facebook

 

Senza divagare, vado a dimostrarti il nesso tra una buona strategia social basata sulla creazione di gruppi facebook e il posizionamento di un sito web nei motori di ricerca. Occorre tanto impegno, come tutte le volte che non servono i soldi.

 

Come gestire più gruppi su facebook?

Ecco l’ostacolo che ferma i più. Molti rimangono compressi nella morsa del “vorrei ma non posso”, nel senso che immaginando l’impegno necessario a far crescere bene un gruppo su facebook, rimangono impietriti davanti alla sola idea di doverne gestire diversi, magari creando verticalità per sotto argomenti precisi. Ebbene, il segreto per gestirne tanti è semplicissimo, basta farlo fare ad altri, gratis. Senza fare nomi, mi vengono in mente progetti web basati sulla comunicazione dei concorsi pubblici che hanno messo in piedi programmi di affiliazioni funzionanti mediante la promozione di corsi o di altri servizi mediante i propri canali social tra cui, pagine e gruppi. Questo tipo di incentivazione produce “starnutitori” eccezionali.

Io stesso gestisco il gruppo dei Fatti di SEO e mi trovo al centro di un network di una cinquantina di altri gruppi su facebook, tutti sul web marketing, il cui nome comincia per “fatti di…”. L’idea mi venne in un giorno di particolare ispirazione, in cui proposi a chiunque ne avesse voglia di aprire il proprio gruppo “fatti di + nome argomento digital“. L’idea era creare piazze più verticali su argomenti diversi dalla SEO, ma improvvisamente nacquero un’infinità di “Fatti di qualcosa”, di cui molti hanno successo ancora adesso. Tante persone mi dissero che avevo commesso un grosso errore, ma col senno di poi dovettero ricredersi, perché il mio gruppo aveva già oltre 10.000 iscritti, quindi un vantaggio tale porsi sempre al vertice di tutte le ricerche che iniziavano per la query “fatti di”. Sì, avevo fatto SEO per facebook senza saperlo e da quel giorno, più persone cercavano i mille gruppi creati e più utenti finivano con l’iscriversi al mio, proprio per il vantaggio che aveva già su tutti gli altri.

Non ho speso un euro, non ho mai gestito più di un gruppo e sorprendentemente nessuno parla mai di questo case study, forse perché non amo fare i nomi dei clienti che seguo “grazie” alla visibilità che ne è derivata.

 

Perché facebook

Quando alla fine del 2013 progettavo di lanciare un gruppo su facebook, i colleghi SEO mi dicevano che se avessi voluto farlo crescere in modo serio avrei dovuto farlo su Google plus, quindi la prima cosa che mi sento di suggerirti è NON stare a sentire i colleghi, soprattutto quelli bravi. Segui me piuttosto, che sono ignorante, quindi faccio l’unica cosa che può fare un ignorante, cioè studiare e capire.

Così come la piattaforma più utilizzata per ascoltare musica non è Spotify, ma YouTube, allo stesso modo la piazza più interagita per gli argomenti tecnici e business non è Linkedin, ma Facebook. La tematicità del canale dedicato è perdente rispetto all’enorme differenza in termini di “flusso” degli utenti collegati. C’è più rumore e certe volte occorre mettersi i tappi per le orecchie, ma è perché sono tutti lì, su facebook. Dunque è lì che devi costruire la tua community, con buona pace dei nostalgici dei forum.

 

Se non puoi far gestire il tuo brand a terzi

Un caso frequentissimo di abbandono di una strategia dei gruppi come quella descritta è dato dal fatto che molte aziende dovrebbero praticarla inserendo il loro brandname nel nome del gruppo e questa cosa renderebbe quantomeno sconveniente affidarne la gestione a uno sconosciuto. In effetti l’obiezione è molto valida e porta l’accento sull’incidenza del nome del gruppo come fattore di crescita e posizionamento di mercato su facebook. Sì, la scelta del nome non è un dettaglio, ma può davvero giocare un ruolo importantissimo nella partita della visibilità. Lo so, sembra assurdo che le persone scelgano se iscriversi o meno “in massa” ad un gruppo su facebook a seconda del nome, ma succede già la stessa cosa su Linkedin, figurati su facebook.

Se ad ogni modo la tua comunicazione non può prescindere dall’inserimento del brand name nel nome del gruppo, potresti trovarti impossibilitato a gestirne più di uno o al massimo due. In questo caso il suggerimento è trasformare gli altri gruppi che trattano il tuo argomento di interesse generale in starnutitori del tuo brandname. Non del tuo gruppo, del tuo brand.

Per ottenere questo risultato occorre fare una ricerca dei gruppi più forti che trattano generalmente gli argomenti di tuo interesse. Il passaggio successivo e selezionare i nomi degli amministratori di questi gruppi e contattarli per proporgli un’intervista in live streaming sul tuo canale (gruppo) brandizzato, per trattare gli argomenti di interesse condiviso. Tanto dovrebbe essere sufficiente ad ottenere una condivisione del video sui gruppi facebook presi in considerazione.

 

Conclusioni

E torniamo alla domanda iniziale. Cosa c’entra questo articolo con la SEO? Se portata avanti con successo, porterà molti utenti a fare ricerche su Google contenenti il tuo brandname e di conseguenza ad aumentare i volumi di ricerca sulle tue chiavi brandizzate. Quando ciò avviene,  puoi notare un generale rafforzamento o comunque una stabilizzazione dei contenuti posizionati sulle sole chiavi di ricerca. In questo senso la strategia dei gruppi e a tutti gli effetti una strategia di posizionamento organico.

E ora che lo sai…

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