L’asset dei rapporti umani

Ultimamente ho lanciato un nuovo format sull’internet. È la cosa più innovativa mai vista nel digital marketing e non solo. E quando te l’avrò spiegata nel dettaglio la troverai talmente avanti che non saprai se odiare te stesso per non averci pensato prima o limitarti a collocarmi nell’empireo dei grandi innovatori, tra Steve Jobs e Cristiano Malgioglio. Ed ora, suspance…

relazioni umane come asset strategico

La cosa straordinaria di questo format è che posso essere l’unico ad adottarlo, oppure possono copiarmelo in massa, tuttavia nondimeno sarà parimenti efficace. Per assurdo, se tutti se ne appropriassero, il mondo diventerebbe un posto migliore. Scommetto che sei giù molto curioso, ma prima di svelarti i segreti di questo nuovo format promozionale innovativo, vorrei darti un dato in più, pur consapevole che nell’immediato ti risulterà sconcertante.

Il format a cui mi riferisco utilizza internet come piattaforma di trasmissione e funziona in tempo reale, quindi mediante tecnologia streaming audio video, ma non ha spettatori e non è previsto che ne faccia.

 

Le dirette streaming pubbliche

In quest’ultimo periodo hanno preso piede più che in precedenza le dirette pubbliche in streaming su Facebook e YouTube mediante software web based come Zoom o Streamyard. Io stesso ne ho parlato come un’opportunità da cogliere per “riscaldare” il medium digitale aggiungendo ad esso l’umanità di un tono di voce e l’elemento prossemico di un’espressione facciale. Questi elementi, soprattutto oggi, alla luce delle riflessioni sulla fenomenologia delle mascherine appaiono importanti per generare fiducia e aumentare l’attenzione sulle caratteristiche del “canale umano” come mezzo per la divulgazione e per l’awareness individuale o aziendale a seconda dei casi e dei desiderata.

Il funzionamento di queste dirette è noto a molti: solitamente c’è un padrone di casa che invita un relatore a cui vengono sottoposte alcune domande preordinate. C’è la chiacchierata sull’attualità, l’elemento didattico e in fine l’interazione con le domande che arrivano dagli utenti collegati. Tutto molto bello e utile.

 

Un format sulla comunicazione senza spettatori

Io invece mi sono inventato a ragion veduta un format che funziona meglio proprio perché è senza spettatori e ora ti spiego perché. Quel che non tutti hanno colto rispetto alle innumerevoli dirette che troviamo sulle principali piattaforme social, è che in molti casi l’utilità della diretta in sé, non è tanto nell’offrire un contenuto divulgativo agli utenti, quanto accreditare il titolare del canale nei confronti del relatore di turno. L’elemento del “valore” trasmesso attraverso la diretta è ulteriormente accreditante per il canale, ma è solo uno degli obiettivi, nemmeno il principale, come dire grasso che cola.

Conta dunque stringere una relazione dialogica e un contatto visivo con un altro professionista pur lontano in termini geografici. Conta parlarsi con voce umana. Conta tanto, perché quando leggi qualcosa scritta da un altro lo fai in modo diverso se conosci il  suo tono di voce e la sua inflessione. Se poi ci hai anche parlato direttamente, cambia proprio il significato di quello che leggi. Lo so sembra incredibile, ma è solo la sponda di uno dei continenti del pianeta “comunicazione”.

Prima del lockdown si riteneva che l’unico modo per entrare in contatto con qualcuno a questo livello fosse frequentare i grandi eventi di settore. Questa cosa è ancora vera perché interagire faccia a faccia rimane il rapporto comunicativo più pieno che si possa avere con una persona (al di là del sesso), tuttavia le dirette in streaming funzionano molto bene come surrogato della relazione faccia a faccia nel mondo fisico. Sono comode, veloci, pulite ed economiche. Hanno solo un grande problema, il pubblico degli utenti collegati. Gli spettatori di un’intervista in streaming dovrebbero rappresentare il senso stesso dell’evento in diretta, invece si portano dietro un carico di stress che pesa sia sul relatore che sul presentatore. È tutto normale quando l’obiettivo è fare divulgazione, ma il mio nuovo format NON ha questo obiettivo.

 

I rapporti umani, per davvero

Sei pronto per conoscere i dettagli della mia nuova e rivoluzionaria intuizione? Prendi una lista di persone che conosci già e a partire da quelle più vicine, invitale per un aperitivo virtuale alle sette di sera su Skype. Rilassati, apriti una birra e fattici una sana chiacchierata su qualunque cosa, magari anche sul lavoro, ma non per forza.

Esatto, il mio nuovo format strategico è semplicemente un aperitivo su Skype. Niente pubblico, niente impegno, nessuna gloria, solo due persone comprensibilmente stanche che trovano ristoro bevendo una cosa insieme dopo una giornata di lavoro. Ti sembra banale? Davvero?

Se lo facessero tutti avremmo molti meno battibecchi e molte più collaborazioni costruttive. Perché dobbiamo avere amici con cui trattiamo certi argomenti e colleghi con cui parliamo solo di lavoro? E se cominciassimo a vedere questi ultimi come persone, piuttosto che come nodi di una rete di interessi? E se ci sorprendessero? So che prima ho scritto di aspetti strettamente utilitaristici legati alla relazione tra professionisti, ma il valore in termini economici deve essere semmai una conseguenza indiretta e secondaria rispetto alla relazione in sé, come dire “accessoria” di una partecipazione emotiva con l’altro del tutto priva di ogni finalità che non sia rilassarsi, fermarsi un momento.

Molti non sono pronti a capirlo, ma parlo di un mondo in cui le opportunità di fare business non vengono procacciate. Semplicemente arrivano.

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