Meglio un articolo lungo o spezzato in più pagine?

Un articolo “lungo” è solitamente un contenuto web sviluppato con molto testo, che richiede un tempo di lettura alto e un lungo scroll per arrivare in fondo. Di contro un articolo “corto” è una pagina web con poco testo, più rapido da fruire e spesso da scansionare per i motori di ricerca.

Pillar article o singole pagine

Pillar article o singole pagine

Quale dei due si posiziona meglio? Beh, DIPENDE. Oggi proviamo a entrare nella questione analizzando pagine con testi lunghi e corti per provare a capire quando muoversi in un modo e quando nell’altro.

 

Intento di ricerca

Cominciamo col dire che molto probabilmente una pagina progettata per avere un intento transazionale conterrà poco testo. A queste pagine si arriva da motore di ricerca effettuando ricerche tipicamente transazionali come “parmigiano reggiano 250 g”, ma anche da pagine interne, seguendo lo schema che muove l’utente dalla ricerca informazionale al contenuto informativo e da quest’ultimo alla pagina di vendita.

Cionondimeno esistono pagine di vendita con grandi quantità di testo. Si tratta degli “spiegoni” persuasivi. Erano lunghi contenuti, talvolta addirittura paginati che accompagnavano l’utente lungo il districarsi di una trama che conduceva inesorabilmente al finale col botto: «se vuoi scoprire come sono riuscito a diventare superman, clicca qui e compra il mio corso… e stai senza pensieri».

Col tempo queste pagine sono state quasi sempre sostituite dai video, ritenuti più efficaci, ma ricordo con affetto pagine ipnotiche, che passo dopo passo ti portavano a compiere quell’unica azione richiesta all’utente. Oggi esistono ancora pagine persuasive con scroll lunghi, ma al posto del testo infinito ci sono altri elementi come intestazioni, video, immagini, recensioni e poi ancora recensioni e per finire altre recensioni.

 

Guide e contenuti informativi

È principalmente per le pagine evergreen funzionanti sulla logica dell’how to che solitamente oggi ci si interroga circa l’opportunità o meno di creare testi molto lunghi. Queste guide solitamente hanno due funzioni a seconda del tipo di sito web che le ospita:

  1. Portare l’utente a cliccare su pubblicità o link affiliati
  2. Portare l’utente a cliccare su link che rimanda internamente a una pagina business

La guida dunque non dovrebbe mai limitarsi a fornire informazioni utili, ma al di là di questo deve far parte di una catena che vede come ultimo atto un’azione tale da portare un beneficio al titolare del progetto. Insomma, non si fa niente per niente.

 

Pillar article o pagine satellite?

Un pillar article è un contenuto “pilastro”, generalmente sostanzioso rispetto al contenuto, è lo snodo da cui partono i link interni verso altri articoli minori sullo stesso tema. Puoi immaginartelo come una category fatta a mano. Detto questo, ponendo che tu abbia un pillar già posizionato per diverse chiavi e che tu stia pensando di aggiungere un topic nuovo alla stessa pagina, potresti chiederti se non sia invece il caso di sviluppare il nuovo topic come contenuto indipendente su pagina nuova, più breve e dunque di facile fruizione.

Per capire se è il caso ti suggerisco prima di tutto di valutare:

  1. Il volume di ricerca della nuova chiave di interesse
  2. Le pagine già posizionate su Google per quella chiave

Il volume di ricerca in realtà non è importantissimo, anzi può essere fuorviante, quindi valutalo solo come orientamento. Ciò che invece conta più di tutto è capire quanta competizione reale ci sia sul topic, e non c’è modo migliore di farlo che aprire bene gli occhi e la mente, osservando i risultati proposti da Google. Ripeto, la competizione si studia guardando le serp, non leggendo i numerini sui tool.

Quanti siti web esattamente come il tuo – concorrenti sul business – occupano le prime 10 posizioni? E quanto traffico fanno questi siti web? La quantità di traffico può essere un indicatore (pur ignorante) del peso di un sito web concorrente, quindi lo tengo per buono. Fatta questa prima veloce analisi, puoi valutare la quantità di testo per ciascun contenuto concorrente e farti una prima idea sul livello di approfondimento che a Google piace per quell’argomento.

 

Conclusioni

È dunque a partire da qui che rispondiamo all’ennesimo “dipende” della SEO. Certo è banale dire che basti la quantità di testo “giusta”, perché oggi tra fattori comportamentali ed esperienza di utilizzo, i SEO si accorgono sempre più spesso dell’importanza di lavorare a più mani su ciascun progetto web. Chi scrive deve ascoltare chi si occupa della struttura di navigazione ed entrambi devono concordare le soluzioni ottimali con il SEO, col sistemista e col web designer.

A livelli importanti i problemi si verificano spesso quando queste figure coincidono.

Non so se mi spiego.

 

 

Rispondi all'articolo

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.