Se hai un progetto personale…

Corrado Bertonazzi

Corrado Bertonazzi

Corrado “Dado” Bertonazzi non è un esperto di marketing digitale, ma un batterista. Tuttavia comunica molto meglio di parecchi esperti del nostro settore, soprattutto si concentra su ciò che serve davvero per far crescere un progetto personale.

E se quello che ha da dire ti appare banale, è perché non conosci la differenza che c’è tra il dire e il fare… no, il web non è per tutti.

 

Ciao Corrado, ci racconti i tuoi attuali focus lavorativi?

Prima di tutto sono batterista e didatta, faccio tanti concerti in giro per l’Italia, ma il web occupa molto del mio tempo. Divulgo tutto ciò che può essere utile o interessante sulla batteria, uso i social per creare interazione e interesse nei confronti dello strumento, intervisto grandi batteristi italiani e stranieri per raccontare le loro storie, creo contenuti video e audio per il mio nuovo podcast.

Lavoro molto anche sulla mia didattica online: quest’estate sarò impegnato nella registrazione di un video-corso pensato per i principianti che uscirà a Settembre, un lavoro enorme che ha richiesto mesi di preparazione.

 

Come hai cominciato a fare comunicazione via web?

Sono sempre stato affascinato dalla comunicazione online e volevo fare qualcosa di diverso con la mia attività, poi un giorno ascoltando il podcast “Italian Indie” (che straconsiglio) ho conosciuto Robin Good e mi è piaciuto molto il suo approccio. Ho studiato nel suo Pop Campus per circa un anno ed è partito tutto il mio viaggio online. Ho aperto Facebook, YouTube e il blog suonarelabatteria.it e ho cominciato a fare video. In un anno ne ho fatti circa 250 e la community è cresciuta velocemente. Mi sono ammazzato di lavoro, ma ne è valsa la pena. Anzi dovrei migliorare la mia SEO, ti chiamerò 🙂

 

Quanto la popolarità digitale sta cambiando la tua vita professionale?

Completamente, primo perché fare questo lavoro online mi migliora “offline”. Sono più curioso, più motivato, più aperto al confronto con musicisti nuovi, insomma penso di suonare meglio di prima e di saperne di più… E poi indubbiamente da un punto di vista economico le cose sono cambiate tanto, ho alcuni corsi online molto seguiti, ho un metodo di batteria che va fortissimo ed è best seller musica su Amazon, mi invitano a fare clinic e masterclass in giro per l’Italia… Insomma, mi sveglio la mattina e vorrei spaccare il mondo, è una bella sensazione che si trasmette anche nella tranquillità famigliare, avendo moglie e tre figlie piccole.

 

Quali sono i canali di promozione più efficaci per un didatta/scuola e per una band?

Direi Instagram e Facebook. Instagram sta andando forte anche perché i giovani considerano Facebook troppo lento, quasi da vecchi direi… Poi il cambio di algoritmo del 2018 ha ammazzato tutti, anche se per me funziona ancora bene perché ho una community abbastanza grande e quindi la fidelizzo, ma se partissi oggi da zero forse sceglierei Instagram. Comunque l’importante è che il contenuto sia buono, di valore. Nel mio podcast “suonare la batteria” c’è un episodio che parla proprio di questo, il numero 12.

 

Interviste e pubbliche relazioni, quanto pesano sulla visibilità del tuo brand personale?

Tantissimo, ho iniziato ad intervistare i grandi batteristi proprio per avere questo “trust” e distaccarmi dalla figura dello YouTuber che proprio non mi piace e non mi rappresenta. Ho pensato: se parto dal numero uno italiano, altri accetteranno… Così sono andato da Alfredo Golino, che non aveva interviste online e abbiamo spaccato. La percezione nei miei confronti è cambiata completamente, altri grandi batteristi hanno accettato di farsi intervistare e sto continuando a incontrare grandi nomi, anche stranieri. Quindi consiglio assolutamente questa strategia, ma bisogna provarci nel momento giusto, avere una base solida e una credibilità online.

Poi da cosa nasce cosa, pensa che ora collaboro con Alfredo in varie altre cose, organizzo incontri didattici con lui, stiamo pensando a una scuola online, insomma siamo oltre la semplice intervista e arrivederci. Oppure Dom Famularo, grande didatta americano, due volte all’anno viene in Italia, mi chiama e mi dice: “organizziamo un tour”… E stare a contatto con questi artisti ti fa crescere moltissimo.

 

Cosa significa trasmettere “valore” alle persone? Come capire qual è il valore da trasmettere?

Trasmettere valore significa aiutare qualcuno a capire meglio qualcosa, semplificargli la vita, farlo interessare a quell’argomento, farlo emozionare, ispirarlo… Io penso a me stesso e dico: se fossi un dilettante cosa mi piacerebbe sapere di quell’argomento? E creo contenuti parlando in maniera molto semplice e diretta. Il segreto è non pensare a se stessi per farsi belli, ma pensare agli altri.

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